Troppi vaccini inutilizzati, si allarga la campagna contro l’influenza
Tutti i giovani fino ai 27 anni, chi esercita una funzione a contatto con il pubblico, over 65enni problematici: la campagna vaccinale prosegue. All'Asl giunte 40.000 dosi, nei distretti ne sono state usate solo 9.000
Vaccinazione no grazie. I Lombardi non si sono fatti prendere dal panico davanti alle notizie sulla nuova pandemia dell’influenza A e la chiamata alla vaccinazione ha raccolto, quasi ovunque, timide risposte.
Nei magazzini delle asl sono rimaste stoccate molte delle 600.000 dosi giunte nella nostra regione.
Anche Varese ha registrato una risposta abbastanza blanda: tra gli operatori non c’è stata la corsa al vaccino per evitare la pandemia e anche molti dei soggetti a rischio sono rimasti scettici.
L’inizio della campagna vaccinale è coincisa con un calo dell’attenzione globale alimentata dalle notizie sulla fine del picco e da qualche polemica sulla “sicurezza” del vaccino. Il mix di notizie potrebbe aver contribuito a frenare qualche candidato: «Ci sono state molte informazioni contro il vaccino che non avevano alcuna giustificazione scientifica – nota Franca Sambo, responsabile del Dipartimento della Prevenzione dell’Asl – Devo dire che mentre i bambini e le donne gravide si sono presentate ai distretti per la vaccinazione, le defezioni hanno riguardato maggiormente i quarantenni e i cinquantenni che avevano diritto».
In provincia di Varese sono arrivati circa 40.000 vaccini: nei distretti Asl sono state effettuate 9000 punture. Altre dosi sono state distribuite a ospedali e case di riposo. Ciononostante, anche a Varese, come in altre province lombarde, sono rimasti stoccati numerosi vaccini che ora vengono distribuiti per una seconda fase di campagna vaccinale “allargata”: «Le ultime direttive regionali estendono la possibilità di vaccinare chi esercita una funzione pubblica, come dipendenti di sportelli, in banche, uffici postali, mezzi di trasporto, ma anche agli insegnanti delle scuole».
Chi, dunque, occupa una posizione che lo mette in contatto con il pubblico e soffre di una patologia cardiaca, renale o diabetica, può rivolgersi agli uffici vaccinali dei Distretti dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17. Lo stesso diritto è stato riconosciuto a tutti i giovani, dai 6 mesi ai 27 anni, anche se non presentano patologie. Si sta pensando, infine, ad una campagna anche tra gli over 65 se sofferenti, categoria inizialmente esclusa perché il virus della nuova influenza era già comparso tra l’inizio e la metà del secolo scorso.
Confusione, disinformazione, pregiudizio: queste le cause dell’andamento di una campagna vaccinale che non ha avuto largo seguito tra la popolazione italiana.
Per chi aspira ad una vaccinazione c’è, comunque, ancora tempo sino al 17 dicembre, anche se l’Asl sta valutando di allungare i termini sino alle festività natalizie.
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