“Cinquecento anni di storia in pericolo”
Il ristorante Del Ponte teme l'inizio dei lavori, "partono tra poco e ancora non abbiamo avuto comunciazione ufficialli su quello che ci accadrà"
A vedere il ristorante Del Ponte così “castigato” tra tangenziali, curve, rotonde e tornanti sembrerebbe che lo sviluppo infrastrutturale del nostro territorio abbia voluto accanirsi su quel piccolo angolo di “storia medioevale”.
E ora che i ristoratori e i loro clienti sembravano aver trovato la “pace” tra il massiccio traffico delle strade che gli girano intorno, ecco ai nastri di partenza la Pedemontana, un bestione con un flusso previsto di 45.000 macchine al giorno.
L’amara verità è che al momento della posa della prima pietra, correva l’anno 1472, i monaci che hanno tirato su il “postale di Lozza”, poi ristorante, non poteva certo immaginare che quell’area sarebbe diventata uno snodo viario così cruciale. O meglio, in parte lo era già all’epoca, solo che ci passavano cavalli e carrozze, non certo macchine e tir. E Ora i gestori sono preoccupati.
Nonostante l’abitudine alla convivenza con gru e cantieri, questa volta la famiglia Guzzetti, che dirige il locale, si chiede sconsolata, «dopo l’alluvione del ’95 e la tangenziale del 2008, resisteremo anche ai lavori della Pedemontana?». Ma sarebbe meglio dire «resisteranno anche le loro mura, che portano il peso di 500 anni di storia?».
La questione non è di poco conto perché quelle mura in mattoni e pietra nascondono un piccolo patrimonio storico e architettonico, su cui la famiglia negli anni ha continuato ad investire. L’antica stalla e la suggestiva cantina datata XV secolo custodiscono un piccolo museo fatto di manufatti, tradizioni e, cosa di cui i gestori vanno più orgogliosi, una inestimabile collezione di vini.
Il problema in questo caso sembra essere la mancanza di certezze, fatto salvo che la strada sorgerà a pochi metri dal ristorante, il signor Guzzetti giura di non aver ricevuto nessuna informazione ufficiale, «ho saputo tutto quello che so sul progetto perché sono andato personalmente da chiunque potesse darmi un bagliore di chiarezza, il risultato è che sono partiti i lavori e noi viviamo ancora nell’incertezza. Inoltre da quanto sembra guardando le mappe del progetto il cantiere dovrebbe portare via gran parte del parcheggio, se così dovesse essere io posso chiudere non appena cominciano i lavori. Non abbiamo garanzie e non siamo riusciti ad avere un calendario preciso dei lavori». Che per un ristorante significa programmare la stagione: pranzi, cene, galà, serate da ballo e soprattutto matrimoni, «la prima domanda che mi fanno gli sposini quando vogliono prenotare è se nell’album nuziale compariranno prati e fiorellini oppure ruspe e bulldozer. E io non so nemmeno cosa rispondergli».
L’esperienza appena vissuta con il cantiere della tangenziale “mondiale” non è stata piacevole, «sui muri dello stabile a fianco del ristorante sono comparse delle crepe preoccupanti, e chissà cosa potrebbe succedere col cantiere della Pedemontana che sarà molto più grande. Teniamo conto che stiamo parlando della tutela di un edificio con 500 anni di storia».
La beffa secondo Guzzetti è che quando chiede lui le autorizzazione per fare dei restauri la burocrazia lo costringe a dover rispettare mille vincoli, «c’è quello storico, quello della zona soggetta ad alluvioni ecc. E ora si lavora senza neanche preoccuparsi di salvare la struttura?».
Insomma quello che chiedono i signori Guzzetti sono solo delle certezze e alcune garanzie, visto che comunque vada con il cantiere dovranno convivere, vogliono almeno sapere quali saranno i termini di questa convivenza.
Era il 18 settembre 1479 quando l’atto notarile, ora ben esposto nell’atrio d’ingresso, sancì la nascita dell’”Osteria del Ponte”, e da allora la celebrità di quel posto non ha fatto che crescere. Ora, dopo 500 anni, la richiesta di chi ancora lo fa funzionare è che il 6 febbraio 2010, data di inizio lavori, non si trasformi nell’inizio, della fine.
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