Otto marzo in stazione per Sinistra e Libertà
In stazione per incontrare le donne alle prese con i problemi e le fatiche di ogni giorno. "Donne che sanno che dopo l’8marzo, viene il 9 marzo. I problemi restano, e non sarà una mimosa a risolverli"
Un otto marzo alternativo per essere vicini alle donne nella loro quotidianità, vivendo gli spazi e i tempi della vita e delle fatiche di ogni giorno. Sensibilizzazione e lotta per i diritti delle donne sono al centro dell’iniziativa di Sinistra Ecologia e Libertà per l’otto marzo.
«Sinistra Ecologia Libertà vuole trascorrere l’8 marzo con le donne vere, quelle che non scambiano il proprio corpo e la propria dignità con un posto in Parlamento o in un programma televisivo.
«Sinistra Ecologia Libertà vuole trascorrere l’8 marzo con le donne vere, quelle che non scambiano il proprio corpo e la propria dignità con un posto in Parlamento o in un programma televisivo.
Le donne, che con il proprio lavoro produttivo e di cura fanno andare avanti il mondo.
Le donne che con il loro coraggio hanno la forza di cambiarlo. Passeremo l’8 marzo in stazione.
Perché è qui che potremo incontrare le donne lavoratrici che scendendo dal treno già pensano alla spesa, alla cena, alle medicine da comprare, al nonno da portare alla visita, a quanto hanno a casa da stirare e lavare. Donne per la quali il ritardo del treno significa non fare in tempo a prendere in orario la bambina all’asilo. Donne che sanno bene che il lavoro di cura è ancora quasi tutto sulle proprie spalle.
In stazione, perché qui incontreremo le studenti, giovani donne che hanno ottimi risultati, ma scarse possibilità di trovare lavoro, che subiranno la precarietà, che avranno un salario inferiore e minori possibilità di fare carriera rispetto ai loro amici uomini».
«In stazione, perché qui incontreremo donne straniere, che hanno lasciato in paesi lontani le proprie famiglie per venire ad accudire le nostre. Badanti che spesso lavorano in nero, senza possibilità di avere un permesso regolare e quindi senza possibilità di socialità, di partecipazione e di fare valere i propri diritti.
In stazione, perché qui incontreremo le donne che hanno subito molestie e violenze. Donne che sanno bene che quasi il 90% delle violenze avviene nelle mura domestiche. Donne che sanno, al di là di ogni propaganda securitaria, che sono mariti, conviventi, ex fidanzati, padri, figli e fratelli a fare violenza e spesso a uccidere le donne.
In stazione, perché qui incontreremo le donne che difendono la 194 e i consultori pubblici, che vogliono una legge diversa per la procreazione assistita che tuteli innanzitutto la propria salute. Donne che pretendono di autodeterminarsi, senza scappare in Spagna o in Francia per poter scegliere.
In stazione, perché qui incontreremo le donne che sanno amare e rispettare l’amore, che non discriminano per un diverso orientamento sessuale, che hanno sogni e desideri. E che lottano per poterli realizzare.
In stazione, perché è qui che passano le donne che scontano sulla propria pelle il permanere di un’organizzazione sociale, del lavoro e della politica tutta maschile. Donne che sanno che dopo l’8marzo, viene il 9 marzo. Che i problemi restano, e non sarà una mimosa a risolverli».
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