Pillastrini: “Li abbiamo battuti sul loro terreno”

Il tecnico spiega: "Roma in casa è molto aggressiva: li abbiamo attaccati proprio sotto questo aspetto". E fa i complimenti a Thomas ma anche a Cotani e Gergati: "Poco appariscenti, molto utili"

Tattica, sacrificio e voglia di vincere: coach Stefano Pillastrini spiega così i motivi per cui la Cimberio è riuscita a espugnare il campo di Roma e a trovare due punti fondamentali nella corsa salvezza. «Questa è stata una vittoria voluta con una determinazione particolare: avevamo bisogno di fare un colpo in trasferta e ci siamo riusciti. La carta giocata è stata quella dell’aggressività: sapevamo che Roma in casa usa proprio quest’arma e allora abbiamo deciso di alzare il nostro livello per prevenire i loro attacchi. Così si spiegano la pressione a tutto campo, i raddoppi sui giochi a due, l’attenzione fin dalle rimesse e via dicendo. Io credo che questa situazione ci abbia dato un vantaggio anche psicologico, importante nel finale. Se poi andiamo a vedere le percentuali, Roma ha tirato con 2 su 20 da tre punti: voglio credere che la nostra difesa sia stata determinante per questo risultato, perché mi pare che i nostri avversari non siano mai riusciti a prendersi tiri facili».
Passando all’attacco, il tecnico varesino legge così i momenti più importanti: «Siamo stati bravi ad avere pazienza, cosa che non sempre ci è successa in questo periodo. Con la palla in mano abbiamo costretto la Lottomatica a lavorare a lungo e siamo riusciti a cercare sempre la soluzione migliore, a costo di spendere qualche secondo in più. Così si spiegano certe azioni concluse con le triple dei lunghi: il 50% dall’arco di Tusek e Galanda è stato fondamentale».
A chiudere i conti è stato però Jobey Thomas. «Già, e quando un tiratore riesce a essere così decisivo nonostante chiuda con 0 su 5 da tre punti, vuol dire che è un uomo di grande spessore. Perché, non dimentichiamocelo, Jobey è stato ottimo anche in difesa e in questo lo accomuno a quelli, come Gergati o Cotani, che hanno svolto al meglio le parti meno visibili del gioco».
Per la salvezza, non è ancora detta l’ultima parola e il coach lo sa: «Direi che almeno un’altra vittoria è necessaria. Lo sappiamo, ci ricordiamo di essere neopromossi, e andiamo su ogni campo e contro ogni avversaria per provarci. Tolta Siena, a livello di talento base, le differenze tra le diverse squadre sono davvero ridotte: qui anche Varese può dire la sua».

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Pubblicato il 17 Aprile 2010
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