Gli austriaci sulla “Cadorna” ma solo per stringere amicizia
Meno di due settimane all’incontro in occasione dell’anniversario dell’entrata in guerra
Meno di due settimane (l’appuntamento è per la fine settimana del 21-23 maggio). Poi lungo le fortificazioni della linea Cadorna – quasi un secolo fa costruite per preparare una possibile guerra – studenti italiani e austriaci si incontreranno per sancire il desiderio delle giovani generazioni di ricercare sempre, col dialogo, la soluzione ad ogni controversia.
E’ questo lo spirito che anima l’iniziativa proposta dalla nuova Amministrazione di Cuasso al Monte in occasione del 95.mo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia contro gli imperi d’Austria-Ungheria e Prussiano. Il 24 maggio 1915, il Governo italiano dichiarava guerra agli Imperi Centrali a pochi mesi di distanza dallo scoppio del conflitto che sarebbe passato alla storia come Prima guerra mondiale.
Sono passati 95 anni da quel giorno e sulle linee di fortificazione che furono costruite anche nell’Alto Varesotto per fronteggiare un’eventuale invasione austro-tedesca attraverso la Svizzera, ragazzi di Cuasso e loro coetanei di Radstadt, cittadina del Salisburghese, si stringeranno la mano proprio lungo le trincee costruite tutto intorno al confine col Cantone Ticino. Non solo camminamenti ma vere e proprie postazioni di tiro, un’infinità di cunicoli scavati nella roccia per celare cannoni e munizioni, trinceramenti realizzati per tiratori scelti, caserme delle retrovie. Chilometri di strade militari per raggiungere le vette dei monti prealpini che dal luinese costeggiano tutto il versante varesino del Ceresio.
A Cuasso a pochi minuti dall’area pic-nic in uno dei punti più strategici e panoramici (si gode una vista impressionante sul lago di Lugano e sulla costa ticinese) al termine di una fortificazione destinata ai cecchini e alle mitragliere, su un balcone naturale quattro studenti del Ginnasio Pierre de Coubertin di Radstadt e quattro ragazzi di Cuasso si daranno la mano a pochi passi da una postazione di vedetta ricavata nella roccia dove i soldati potevano restarsene protetti e invisibili ad un eventuale nemico.
A realizzare il progetto, il Comune ha incontrato l’adesione del Gruppo di Cuasso dell’Associazione alpini – che ha partecipato con la Protezione civile di Cuasso al Monte alla pulizia di sentieri e camminamenti e all’organizzazione delle escursioni del sabato e della domenica – dei ristoratori del paese (che hanno praticato prezzi convenzionati per ospitare la delegazione austriaca composta da 20 studenti e sette accompagnatori), della Provincia di Varese, del Bacino Imbrifero Montano, del Consorzio Varese da Gustare. Uno sforzo comune che, con un messaggio d’amicizia fra le giovani generazioni, vuole anche promozionare il territorio e trasformare in iniziative concrete i propositi di rilancio del Varesotto in chiave turistica. Cuasso fa la sua parte e senza un centesimo a carico delle casse comunali visto che le sponsorizzazioni raccolte hanno consentito di coprire tutte le spese.
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