Un terzo degli infermieri del Ticino è italiano

Senza la presenza degli infermieri frontalieri un terzo degli ospedali del cantone dovrebbe essere chiuso. Il dato emerso in un convegno in occasione della giornata dell'infermiere

InfermieriGli infermieri frontalieri che lavorano negli ospedali ticinesi sono il 28.8% del totale, e senza la loro presenza un terzo degli ospedali del cantone dovrebbe essere chiuso.
La notizia, stupefacente ma non troppo, è emersa in un convegno che si è tenuto ieri a Bellinzona, e ha anticipato la 23esima Giornata Internazionale dell’infermiere facendo il punto della situazione nella regione di lingua italiana della Confederazione.

La presenza negli ospedali ticinesi provenienti dall’estero non è affatto sgradita: è stata invece molto apprezzata dai pazienti ticinesi, anche perchè gli italiani assunti hanno competenze e corsi di studio assolutamente compatibili con quelle dei ticinesi. La richiesta di personale sanitario, dato anche l’invecchiamento della popolazione, è in continuo aumento, e la soluzione “frontaliera” adottata dal Ticino è stata valutata essere equilibrata. Resta, per gli svizzeri, la necessità di pensare al futuro: ora vengono diplomati in Ticino 130 infermieri l’anno, la necessità sarebbe di almeno 200.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Maggio 2010
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