È morto José Saramago
Lo scrittore portoghese e premio Nobel per la letteratura, autore de "Il Vangelo secondo Gesù Cristo" e "Cecità", aveva 87 anni. Ateo e comunista, fu spesso al centro di polemiche
E’ morto Josè Saramago, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998.
Il grande scrittore di lingua portoghese aveva 87 anni; si è spento oggi alle Canarie, e precisamente a Lanzarote, nella sua casa di Tias, per un malore improvviso.
È stato un autore dai temi forti e spesso al centro di controversie, di fede comunista (iscritto al partito, allora clandestino e perseguitato, fin dal 1969), le polemiche accompagnarono i suoi ultimi anni anche per il suo ateismo "militante". Oppositore fin dalla gioventù del regime parafascista di Salazar, fu giornalista, autore teatrale, poeta, critico. Il romanzo d’esordio del 1947, Terra del peccato, fu male accolto dal regime e in seguito "disconosciuto" dallo stesso autore; ma è dagli anni Settanta, nel clima più frizzante seguito alla Rivoluzione dei Garofani, che Saramago dispiega appieno la vena narrativa che gli varrà l’alto riconoscimento del Nobel, raggiungendo al notorietà con Memoriale del convento (1982) e la fama internazione con Cecità (1995), considerato il suo capolavoro, un grottesco affresco di un’epidemia che toglie la vista all’intera società piombandola nei suoi istinti primitivi, prima di scomparire misteriosamente come era arrivata.
La sua opera più controversa, che lo indusse a lasciare il suo Portogallo per le Canarie a fronte delle pesanti critiche, fu l’ardito Il Vangelo secondo Gesù Cristo (1991), ricostruzione dell’incontro sconto fra un Gesù molto terreno e un Dio inconoscibile, tirannico e manipolativo. Ancora nel 2009 la polemica con la chiesa cattolica infuriava con l’ultimo romanzo Caino, del 2009, in cui ancora figurava un Dio "vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia". Insomma, pari pari alla Sua creatura favorita, l’uomo.
E’ stato sostenitore dell’iberismo, movimento che preconizza una futura unione di Spagna e Portogallo tema cui dedicò il romanzo "La zattera di pietra". In politica internazionale si è distinto come critico di Israele (ricevendone inc ambio le solite accuse di antisemitismo), ma anche per dure dichiarazioni sulla situazione dell’Italia, in particolare nei confronti di Silvio Berlusconi.
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