Morte all’hotel dei disperati, Belaib nega l’omicidio

Si andrà a processo con il rito abbreviato, l'indagine del pm Tiziamo Masini ha ricostruito il movente: una chiamata molesta nel cuore della notte

Andrà a processo con il rito abbreviato il cittadino algerino Abdelaziz Belaib, 25 anni, accusato di aver ucciso a coltellate un coinquilino, il marocchino Khalid Amadah, 29 anni, nell’hotel dei disparati di via Maspero. Uno stabile dismesso, dove i due, insieme a un terzo uomo, un algerino, si erano rifugiati e dove avevano allestito un alloggio di fortuna. Secondo la Procura (pm Tiziano Masini) quella notte, l’algerino rientrò tardi e chiamò al cellulare, alla una e 46, il compagno di stanza, svegliandolo.
Questi scese le scale e andò ad aprire ma nel frattempo l’amico aveva già scavalcato. La circostanza rese nervoso il marocchino, che si sentì in qualche modo preso in giro; ne nacque un litigio, e proprio quest’ultimo cadde a terra colpito dalla lama. Un terzo ragazzo vide l’inizio del litigio ma se andò in un’altra stanza per evitare guai. Una scena caratterizzata anche da un alto tasso alcolico da parte di tutti e tre i ragazzi.
I carabinieri arrestarono il giorno dopo Belaib, mentre era su un treno. Oggi l’algerino si difende e sostiene la sua completa estraneità al fatto. Il suo legale ha chiesto un abbreviato condizionato a una perizia sull’orario del delitto (si chiedeva di verificare a che cella telefonica si agganciava il cellulare dell’imputato dopo le due e mezza). Ma il gup Giuseppe Battarino ha deciso per l’abbreviato semplice poiché secondo il medico legale il delitto potrebbe essere avvenuto anche prima.
Gli inquirenti hanno trovato del sangue sui vestiti dell’imputato: l’algerino dice di essersi sporcato nel tentativo di rianimare l’amico quando lo ha visto a terra. Ma secondo le perizie si tratta di sangue a schizzo, dunque originato da un contatto violento.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Ottobre 2010
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