Sicuri sin dai banchi di scuola

Studenti di terza media hanno partecipato alla dodicesima edizione del convegno sulla sicurezza nei posti di lavoro organizzata da Inail e Anmil

La sala del De Filippi gremita di studenti di terza media per il convegno di Inail e AnmilSono quasi 5000 gli studenti che hanno subito un infortunio a scuola negli anni tra il 2000 e il 2008. L’età più esposta è quella dei quattordicenni (1210). Ed è proprio dai ragazzi di terza media che Inail e Anmil partono per lanciare il discorso sulla sicurezza del lavoro. Si è svolto questa mattina al Centro congressi De Filippi, il XII convegno dal titolo “A scuola di prevenzione”. Ad ascoltare storie di vita “rovinata” e consigli c’erano gli studenti di terza delle medie Don Milani di Bisuschio, Don Milani di Cuasso, Fermi di Porto Ceresio, Fermi di Besano, Maino di Cassano Magnago, Giovanni XXIII di Cantello e Sauro di Malnate.

Sul palco dei relatori il dottor Duccio Calderini, del Dipartimento di Igiene del lavoro dell’Asl: « Nonostante la loro giovane età, sanno di cosa si sta parlando. Hanno genitori che tornano dal lavoro e raccontano episodi legati alla sicurezza. Tra un paio d’anni potrebbero essere loro stessi ad avere un ruolo lavorativo e a dover riflettere su questi temi. La sicurezza è una questione di cultura: il nostro paese ha fatto passi avanti in questo senso ma bisogna ancora sforzarsi di far passare il messaggio. In un momento di crisi economica, poi, il livello di investimento in questo senso cala. Ed è per questo che la nostra attenzione si fa più accurata. Oggi siamo qui per dire a questi giovani che gli incidenti sul lavoro non sono ineluttabili: con accorgimenti tecnici e una cultura adeguata sono ampiamente preventivabili ed evitabili».

Sia il Presidente dell’Animl Antonio Di Bella ( associaizone degli invalidi civili), che raccoglie 6500 iscritti nella nostra provincia) sia il direttore facente funzioni dell’Inail Varese Maria Pettinari hanno insistito sulla cultura della prevenzione perché diventi un atteggiamento imprescindibile. A raccontare storie di vita quotidiana del lavoro una donna, a cui una macchina ha tranciato un braccio, e un giovane, che si è visto amputare le dita di una mano da una tranciatrice. Le loro testimonianze hanno aperto gli occhi ai ragazzi sulle conseguenze spesso profonde di un gesto irresponsabile o sbadato. 
Oltre al convegno, Inail e Anmil hanno lanciato un concorso per far lavorare i giovani su questi temi delicati. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 10 Marzo 2011
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