Primo maggio, negozi chiusi in provincia (Forse)

Nessuno dei principali comuni- Varese, Busto Arsizio e Gallarate - ha infatti emesso l’ordinanza che deroga dal divieto tassativo della legge regionale. A Como invece negozi aperti

Negozio chiusoNegozi chiusi il primo maggio, almeno nominalmente, nella provincia di Varese.
Nessuno dei principali comuni- Varese, Busto Arsizio e Gallarate – ha infatti emesso l’ordinanza che deroga dal divieto tassativo della legge regionale 6 del 2 febbraio 2010, il testo unico Lombardo del commercio.

E’ infatti il punto 14 dell’articolo 103, articolo che regolamenta gli orari delle attività di vendita, a definire il divieto di apertura dei negozi al primo maggio, insieme alle altre sei festività “categoriche”. «E a tale divieto ci siamo attenuti anche quest’anno» Spiega Roberto Quamori Tanzi, direttore di Ascom Varese «Ribadendolo al tavolo del commercio. Perchè siamo perfettamente consci del fatto che si tratta di una data delicata». A dire il vero, secondo il comune i piccoli negozi (al di sotto dei 250 metri quadri di dimensione) dovrebbero potersi comportare come desiderano, in forza del fatto che Varese è città turistica. Vedremo poi cosa succederà, anche se in serata in una nota del comune, vine espressamente specificato che i negozi  " domenica 1 maggio restano chiusi".

Divieto assoluto invece a Busto e a Gallarate: «Manteniamo quello che le norme dicono» spiega il direttore di Ascom Busto Francesco D’Allo. «Sarà chiuso tutto il gallaratese – conferma il direttore di Ascom Gallarate Gianfranco Ferrario – Salvo naturalmente i comuni in area aeroportuale e turistica, che si comportano diversamente». Il divieto è certo, in tutti i casi, per i negozi di grande distribuzione per i quali il “monte festività” utilizzabili per le aperture è già finito. Eventuali iniziative singole saranno passibili di multa.

Tutto diverso, invece, passato il confine della provincia: i sindacati del commercio comaschi hanno già annunciato di proclamare lo sciopero di otto ore proprio per domenica contro la delibera firmata dal comune di Como e dal sindaco Stefano Bruni, che consente l’apertura facoltativa dei negozi. I rappresentanti sindacali parlano di "forzatura" non concordata da Confcommercio, e di un provvedimento "grave e sbagliato". Per il sindaco invece parla di una occasione di ripresa per la città. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Aprile 2011
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