Ozono oltre i limiti in Lombardia
Legambiente: “Un male incurabile finché non si prenderanno provvedimenti di governo della mobilità sulle strade lombarde”
Se qualcuno pensava di archiviare la stagione dello smog con l’arrivo del caldo estivo, anche
quest’anno ha sbagliato i conti: con il sole a picco e le temperature intorno ai 30 gradi, torna in Lombardia l’inquinamento da ozono, il temibile inquinante che si forma nell’atmosfera malata della nostra regione. E come si verifica spesso nelle condizioni della circolazione atmosferica estiva, le masse d’aria inquinate si muovono dalle città accumulando i loro effetti soprattutto a ridosso dell’arco prealpino. Così, secondo le concentrazioni rilevate ieri dalle centraline ARPA disseminate in Lombardia, Lecco era il capoluogo più inquinato (219 microgrammi/mc), seguito da Bergamo (203). Ma aria insalubre anche da Mantova (182) a Varese (181 microgrammi/metro cubo) e un po’ dovunque soprattutto nella fascia pedemontana tra il Ticino e il Serio.

L’ozono si forma quando la radiazione solare è sufficientemente intensa da innescare la serie di reazioni
chimiche che trasformano le molecole inquinanti generate dal traffico in microscopiche bombe ad alto
potenziale: un gas tossico e fortemente irritante per le mucose respiratorie, specie negli affetti da asma e
allergie. Comincia dunque il conto delle giornate di superamento per l’ozono, un altro periodo difficili
per i nostri polmoni già provati dalle micidiali polveri sottili dello scorso inverno.
«Non ci rassegniamo a prendere con fatalismo i problemi dell’aria che respirano i cittadini lombardi – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia – perchè minimizzare significa nascondere sotto il tappeto i mali reali dell’area metropolitana milanese. Lo smog è il frutto malato di una grave arretratezza dei servizi di trasporto collettivo nella nostra regione, e chi crede di rispondere ai problemi di mobilità solo costruendo nuove e devastanti autostrade non produce soluzioni, ma fa parte del problema, perchè così il traffico potrà solo aumentare nei prossimi anni, allontanandoci sempre di più dal raggiungimento di obiettivi di risanamento atmosferico».
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