Gli amministratori preoccupati “Roma intervenga subito”
Fontana: «Riallacciare i rapporti con la Svizzera, Bossi riuscirà a convincere Tremonti a farlo». Sconcerto tra gli amministratori dei piccoli comuni»
C’è grande preoccupazione tra gli amministratori locali della provincia di Varese per la decisione svizzera di congelare il 50% dei ristorni dei frontalieri: un fatto che, in periodo di Finanziaria, rischia di rappresentare uno scenario esplosivo per i comuni anche di piccole o piccolissime dimensioni che beneficiano di questi introiti.
Secondo il sindaco di Varese Attilio Fontana il congelamento del 50% dei ristorni «è una decisione di estrema gravità che peserà sui piccoli comuni, già colpiti dai tagli». Il primo cittadino di Varese e presidente di Anci Lombardia si augura che Tremonti riesca a riallacciare i rapporti con la Svizzera. «Certo, la decisione di oggi da parte ticinese la reputo sbagliata. Ma sbaglia anche Tremonti a non voler riallacciare i rapporti oltreconfine. E per farlo dobbiamo ripercorrere le strade battute decenni fa nei primi accordi sul frontalierato». E per raggiungere questo obiettivo potrebbe essere importante rispolverare l’asse privilegiato tra il responsabile del Tesoro e la Lega: «Spero che Bossi riesca a far cambiare opinione a Tremonti», conclude Fontana.
Per Samuele Astuti, sindaco di Malnate: «Questo è un messaggio che gli svizzeri mandano a Tremonti. Si tratta di un ricatto bello e buono giocato sulla pelle dei frontalieri e dei comuni di frontiera. Per Malnate che ha circa 1.000 lavoratori che vanno ogni giorno in Svizzera, significa incassare 350 mila euro in meno. Se a questo aggiungiamo i minori trasferimenti dallo Stato, tutto diventa più complicato. Fare una manovra a metà anno senza preavviso fa sballare i bilanci e intervenire adesso è più difficile. Ciò che sta accadendo è grave».
«Molto preoccupato per la situazione» anche Marco Magrini, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano (34 comuni, 80 mila abitanti) e sindaco di Cassano Valcuvia. «In queste ore il telefono è impazzito per le telefonate dei nostri sindaci – spiega Magrini – , tutti preoccupati per cosa accadrà. Mi sono sentito con la mia collega della Comunità Montana del Piambello, Maria Sole De Medio e sabato mattina è stata indetta al Maglio di Ghirla una riunione con tutti gli amministratori per fare il punto». Cosa accadrà in questa riunione? «Decideremo che strada perseguire per fare pressioni a Roma e chiedere al Governo di intervenite subito: qui è in gioco lo sviluppo del nostro territorio». I ristorni vengono pagati ai comuni con molti frontalieri. Ma nei casi in cui alcuni centri non raggiungano una soglia minima di lavoratori, questi fondi vengono girati direttamente alle Comunità Montane che li impiegano sul territorio. «Per questo sarà importante che tutti facciano sentire la loro voce – conclude Magrini – non in maniera polemica, ma restando uniti».
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