Una panchina ogni mille abitanti
Il quadrilatero tra la ferrovia, l'Arnetta e via Mameli è abitato da centinaia di famiglia. Una zona popolare da sempre, dove c'è un unico spazio verde
Una panchina ogni 1000 abitanti. Forse anche di più di mille. Via Mameli, via Monsignor Macchi: decine di grandi palazzi, centinaia di famiglie strette in un quadrilatero di poche centinaia di metri. E l‘unico giardinetto pubblico esistente è quello tra i civici 13 e 15 di via Mameli, proprio accanto al minimarket al centro dello scontro di venerdì sera: uno spazio tra i condomini tirati su a fine anni Settanta, lasciato incolto per più di dieci anni. Poi finalmente – negli anni Novanta – attrezzato con 4 panchine, 1 altalena, 1 dondolo per bambini. Fine. Eppure basta questo, bastano i tre negozi – un bar, un parrucchiere, il minimarket – lì accanto per fare il piccolo centro di riferimento della zona. «Nel parchetto non possiamo andarci, ci stanno sempre quelli» dice una abitante della zona, con il figlio piccolo, riferendosi agli asiatici. Altro che controllo del territorio tra bande etniche, forse il problema primo è semplicemente che qui – da sempre, escludendo i cortili dei palazzi – mancano gli spazi.
Si è detto che Via Mameli è pieno centro, ma non è vero. Questa è oltreferrovia, come si chiamava in tante città: dietro ai binari c’erano officine, fabbriche, cortili abitati da operai. Zona popolare, da sempre. Poi si sono aggiunti in via Monsignor Macchi i palazzi INA Casa fatti dai democristiani, dopo ancora il grande complesso degli anni Settanta. Su via Mameli cresceva invece una zona un po’ più borghese, villette e palazzi, sul confine con un’altra zona di fabbriche in gran parte dismesse (e quindi in attesa di riqualificazione in futuro). Una zona con una densità abitativa altissima (a destra la foto aerea, proprietà Google Maps). I servizi? Sono rimasti al palo. Ci sono le poste,
che però portano – come la stazione – traffico e parcheggi selvaggi. Negli ultimi anni hanno costruito un nuovo palazzo, con un po’ di parcheggi in più e una aiuola striminzita davanti. Per trovare un altro parchetto bisogna andare avanti quasi quattrocento metri verso Cedrate, per incontrare il parchetto di via Mameli 39 e quello, poco più avanti, di via Rovereto. In mezzo, l’incrocio con il trafficato viale Lombardia.
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