Napolitano ha deciso. Monti al Governo

Il capo dello stato ha assegnato l'incarico al neo senatore che dovrà scegliere i ministri che lo affiancheranno

È ufficiale: Mario Monti è il nuovo premier. L’incarico è arrivato al termine di una lunga giornata di consultazioni per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In serata il capo dello stato ha deciso per l’assegnazione al neo senatore del compito di formare un esecutivo tecnico. Al Quirinale sono saliti in mattinata i presidenti di Camera e Senato Schifani e Fini e poi a seguire i capigruppo dei partiti rappresentati in Parlamento. Le consultazioni sono terminate intorno alle 18. Da Pdl e Pd è stata data la disponibilità ad appoggiare un governo composto da soli tecnici ma i due partiti non hanno trovato l’ accordo sugli impegni che dovrà assumersi il nuovo esecutivo. La Lega ha ribadito la sua contrarietà alla nomina di Mario Monti e Bossi ha dichiarato: "No ad ammucchiate, ma aspettiamo il programma e decideremo di volta in volta".
 
Sabato si è chiusa l’era Berlusconi. In serata, dopo il voto positivo sul rendiconto finanziario, come promesso il leader del Pdl si è recato al Quirinale e si è dimesso. La folla ha accolto l’ormai ex capo del Governo con contestazioni, urla, cori e addirittura con un’orchestrina che ha intonato l’Alleluja. Nella notte poi si è svolto un teso confronto nelle fila dello stesso Pdl, che ha portato al sì sofferto a Monti come premier di un governo tecnico.

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Ore 23 – Il premier incaricato Mario Monti ha incontrato i presidenti di Camera e Senato Renato Schifani e Gianfranco Fini e poi si è recato a Palazzo Chigi per vedere l’ex primo ministro Silvio Berlusconi. Lunedì mattina dalle 10 sono in calendario le consultazioni che porteranno alla nomina dei ministri

Ore 20 Napolitano ha motivato l’incarico a Monti con queste parole: «Durante le consultazioni a tutti ho esposto, riscontrando un clima riflessivo e pacato, il mio convincimento che sia nell’interesse del paese sforzarsi di formare un governo che faccia delle scelte urgenti per far fronte alla crisi finanziaria. L’urgenza di quelle scelte deriva dalla gravità della crisi finanziaria e dal rischio in cui si trovano l’Europa e il nostro paese. È indispensabile recuperare la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee. Da domani ad aprile ci sono 200 miliardi di euro di buoni del tesorso che bisognerà rinnovare collocandoli sul mercato. A tre anni e mezzo dall’inizio della legislatura dobbiamo dar vita a un governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che la situazione finanziaria ed economica esige. È un tentativo difficile ma, rispettando le posizioni di tutti e le decisioni che spetteranno al Parlamento, confido che si voglia incoraggiare il senatore Mario Monti nell’incarico di formare un nuovo governo.

È il momento della prova, non è il tempo di rivalse faziose o di sterili recriminazioni, serve rispetto reciproco per uscire insieme dalla crisi finanziaria. L’Italia credo si auguri questo».

Ore 19.57 Le prime dichiarazioni di Mario Monti: «Ringrazio molto il presidente della Repubbica per la fiducia accordata. Intendo adempiere a questo compito con grande senso di responsabilità. La situazione è di grande difficoltà, il quadro europeo e mondiale sono turbati e il paese deve vincere la sfida del riscatto tornare ad essere elemento di forza e non di debolezza di un’Unione Europea di cui siamo stati fondatori. Serviranno sforzi per risanare la situazione finanziaria e riprendere il cammino della crescita in un quadro di equità sociale. Lo dobbiamo ai nostri figli per dare loro un futuro concreto di dignità e speranza. Opererò per uscire presto da una situazione di emergenza che l’Italia può superare con uno sforzo comune. Tornerò dal presidente della repubblica quando sarò in grado di sciogliere la riserva». 

Ore 19.46 Napolitano affida l’incarico a Monti che ha accettato e formerà il nuovo governo

Ore 19.19 Su Sky è andato in onda il videomessaggio di Silvio Berlusconi: "Lascio anche se non sono mai stato sfiduciato, abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere". Il premier ha detto che continuerà la sua attività politica:"Raddoppierò il mio impegno in Parlamento" e ha commentato così la reazione dei contestatori:"È triste sentire gli insulti e i fischi in piazza" 

Ore 19 Il presidente della Repubblica Napolitano ha sentito telefonicamente i suoi predecessori Scalfaro e Ciampi

Ore 18.50 È stata fissata per le 19 la convocazione di Mario Monti al Quirinale.

Ore 18.44 L’ex premier Silvio Berlusconi registrerà un videomessaggio alla nazione per spiegare le ragioni che lo hanno indotto a dimettersi.

Ore 18.15 Termina l’incontro con il Pdl. Alfano: "Abbiamo dato al capo dello Stato la nostra disponibilità a incarico a Monti. La nostra preferenza è per un governo di soli tecnici". Intanto in via del Plebiscito si è radunata una folla di sostenitori di Berlusconi, sventolano bandiere tricolori e chiedono le elezioni immediate. 

Ore 17.30 Bersani: "Abbiamo consegnato al presidente Napolitano il nostro pieno impegno perché il Parlamento metta mano a urgenti riforme, anche quella elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari, la riforma dei regolamenti e altre riforme istituzionali". Il Pd appoggerebbe un governo "dal forte carattere tecnico e di rottura, capace di fare anche un vasto pacchetto di riforme". Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta ricevendo la delegazione del Pdl nell’ambito delle consultazioni.

Ore 17 Alcuni elettori del Pdl stanno manifestando nella piazza del Quirinale, chiedono: "Elezioni subito, elezioni subito". 

Ore 16.30 Sono riprese le consultazioni al Quirinale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta ricevendo la delegazione del Pd.

Ore 16.06 – Berlusconi: "Sono dispiaciuto e amareggiato per le scene viste ieri sera. Non c’era nulla di spontaneo, era tutto organizzato dalla sinistra che non ha nemmeno apprezzato il gesto di responsabilità che ho fatto dando le dimissioni".

Ore 15.21 – Alfano alla trasmissione In 1/2 ora: "Avrei gradito qualche dichiarazione del Pd in cui si dice che non ha vinto le elezioni e che si va al governo per una condizione di emergenza, ma non c’è nulla da festeggiare perchè la crisi è ancora in campo" 

Ore 14.30 – Le consultazioni riprenderanno alle 16.30

Ore 14.20 – "12-11=25-4 È festa. Bye bye mister B": così è scritto in uno striscione esposto oggi sul terrazzo di un’abitazione a Pontedera, in provincia di Pisa, con riferimento alla data delle dimissioni di Silvio Berlusconi e a quella della Festa della Liberazione. L’autrice è una donna non nuova a iniziative di questo tipo: già a gennaio scorso, in seguito al caso Ruby, aveva esposto al balcone uno striscione invitando Berlusconi a dimettersi

Ore 14.15 – Abbiamo espresso l’auspicio che il governo duri fino alla fine della legislatura». Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini al termine della consultazione del Terzo Polo al Quirinale. «Tatticismi e furbizie non sono ammesse».

Ore 13 – La Lega Nord ribadisce il no a Mario Monti. Bricolo e Reguzzoni hanno detto che il Carroccio garantirà controllo e garanzia, ma dall’opposizione. Anche Bossi ha detto che l’unica strada era quella dell’opposizione «poi si vedrà»

Ore 12.50 – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta ricevendo, nello studio alla Vetrata al Quirinale, la delegazione della Lega nell’ambito delle consultazioni per la crisi di governo.

 
Intanto il capogruppo di Popolo e Territorio dopo l’incontro con il capo dello Stato ha dato l’appoggio a Mario Monti come premier, così come il gruppo “Coesione nazionale – Grande Sud- Io Sud”

Ore 12.45 – Berlusconi «rivendica con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia»: lo scrive il premier dimissionario Silvio Berlusconi in una lettera inviata oggi al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, che sta celebrando a Torino il secondo congresso del partito.

Ore 12.10 – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta ricevendo la delegazione del gruppo Coesione Nazionale-Io Sud – Forza del Sud al Senato nell’ambito delle consultazioni per la crisi di governo

Ore 12.05 – L’Italia dei Valori da Napolitano: «Si chiude un’epoca buia, da oggi ricostruiamo credibilità politica, rilancio economico e istituzionale. Faremo la nostra parte, dando seguito all’appoggio che i nostri cittadini ci daranno alle prossime elezioni, che speriamo siano presto come deve essere in democrazia – ha detto Antonio Di Pietro -. Nell’emergenza attuale, con fiduciosa attesa, aspettiamo che il Presidente indichi il candidato premier e che il caposquadra indichi i componenti del suo Governo (non politici), il programma ed entro quanto tenpo convocherà nuove elezioni. Un Governo a tempo per rispondere all’emergenza, quindi. Daremo o non daremo fiducia a seconda di quello che riferirà in Parlamento, ma vogliamo augurarci che sarà governo tecnico, qualificato e che in breve sia messo nelle mani dei cittadini la scelta di un governo politico. Inoltre ci aspettiamo si dia seguito alla volontà dei cittadini di cambiare la legge elettorale, in Parlamento o con il referendum».

Ore 12 – Il Psi dopo il colloquio con Napolitano dà il benestare alla nomina di Monti a premier

Ore 11.35 – Il ministro dell’Interno Maroni conferma la posizizione leghista contraria a Mario Monti premier: «In Parlamento saranno tutti favorevoli, serve qualcuno che vigili e faccia opposizione seria. Non credo che la maggioranz acon Pd e Terzo Polo possa far bene all’Italia»

Ore 11.30 – La delegazione dell’Udc sale al Quirinale per incontrare Napolitano

Ore 11.20 – «Fareitalia per la Costituente Popolare ritiene necessario realizzare subito l’agenda concordata dall’Italia con l’Europa ed è favorevole al conferimento dell’incarico a Mario Monti con l’obiettivo di realizzare un governo di larghe intese che abbia il pieno consenso delle principali forze politiche e della coalizione che ha vinto le elezioni. Un governo composto da tecnici di alto valore con un programma definito sulla linea del rigore e dello sviluppo. L’Italia ha bisogno di riforme, non di elezioni». Lo afferma Antonio Buonfiglio in una dichiarazione nella quale rende nota la posizione espressa al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, anche a nome di Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia. Buonfiglio aveva lasciato il Quirinale senza rilasciare dichiarazioni.

Ore 11.15 – I parlamentari liberali-repubblicani Giorgio La Malfa, Italo Tanoni e Daniela Melchiorre hanno assicurato a Napolitano che daranno «incondizionato sostegno a Mario Monti»

Ore 10.50 – È la volta di Movimento per le Autonomie e della delegazione dei Liberaldemocratici e del Maie. Dall’Mpa parole favorevoli a Monti, mentre da Ldr-Maie nessun commento all’uscita dal colloquio con Napolitano

Ore 10.30 – Al Colle i rappresentanti dell’Svp, che come i colleghi dell’Union Valdotaine hanno manifestato l’apprezzamento per la possibilità che Mario Monti diventi premier

Ore 10 – Anche Fini lascia il Quirinale. A questo punto Napolitano inconterà i capigruppo dei partiti rappresentati in Parlamento. I primi ad andare a colloquio col Capo dello Stato sono i membri dell’Union Valdotaine

Ore 9.30 – Finito l’incontro Napolitano – Schifani, tocca al presidente della Camera Gianfranco Fini salire al Colle

Ore 9 – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via alle consultazioni per arrivare alla nomina del nuovo capo del governo. Il primo a salire al Quirinale è stato il presidente del Senato Renato Schifani

 

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Pubblicato il 13 Novembre 2011
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