Patteggiamenti, il gup conferma: c’era un racket di baby egiziani

Il caso di minorenni che si fingevano senza famiglia per avere il permesso di soggiorno. Gli organizzatori del traffico hanno tutti patteggiato

Si è concluso con 8 patteggiamenti e un’assoluzione il processo a carico di altrettanti nordafricani, accusati di aver organizzato un’associazione per delinquere dedita al traffico di minorenni nel nostro paese. I ragazzi arrivavano in Italia condotti da scafisti e qui andavano ai servizi sociali dicendo di essere senza famiglia, ma una volta arrivati ai 128 anni ottenevano il permesso di soggiorno.

L’arrivo tuttavia non era casuale e soprattutto avveniva sempre a ridosso della maggiore età. Le loro famiglie in patria pagavano anche 3mila euro, cifre dovute agli organizzatori del raggiro per poterli inviare in un paese ricco. Il costo del mantenimento era a carico dei comuni e solo a Varese si aggirava intorno ai 250mila euro all’anno. I patteggiamenti sono tutti a carico di nordafricani, pena massima 2 anni mezzo, il gup Simona Pepe ha in ogni caso riconosciuto l’esistenza dell’associazione per delinquere.

L’indagine, condotta dal pm Tiziano Masini, ha permesso di ricostruire tutti i passaggi che hanno portato decine di minorenni dall’oasi di Al Fayoum, nel deserto del Sahara, a Varese, ma anche in altre città, come Milano, Monza, Piacenza e Brescia. La polizia si era accorta di un afflusso anomalo di giovani, tutti di 17 anni, e provenienti dallo stesso villaggio, che fornivano sempre la stessa versione dei fatti: si presentavano in questura come minori abbandonati e senza famiglia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Novembre 2011
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