Cargoitalia: “Per noi è stato un fulmine a ciel sereno”
Cosa è successo a Cargoitalia? L'azienda sembrava in ripresa e secondo i dipendenti c'erano contratti di peso già firmati, ma le banche non vogliono metterci 18 milioni di euro necessari
Cosa è successo a Cargoitalia? La notizia dell’improvvisa liquidazione della compagnia aerea cargo operante a Malpensa ha sorpreso un po’ tutti, dai sindacati fino ai lavoratori, che davvero non si aspettavano una fine del genere (foto Planespotters.net). Che la compagnia di proprietà dell’imprenditore Alcide Leali e di Banca Intesa non fosse in acque proprio tranquille, si sapeva: l’azienda stessa ha indicato nella concorrenza delle compagnie sbarcate di recente a Malpensa uno dei fattori di debolezza emersi. «Ma negli ultimi mesi la compagnia stava andando bene, la situazione stava migliorando» ci spiega un pilota, uno dei 40 di base a Malpensa. «Chiudiamo con contratti per 20 milioni di euro firmati: non mi era mai capitata una situazione di questo genere» dice un dirigente del settore operativo e commerciale. Fino alla settimana scorsa il traffico era ancora fiorente, si volava verso le Americhe, verso l’Africa, anche per conto di Lufthansa. Solo un mese fa si era introdotto anche un nuovo modello di business. eppure, nonostante le commesse aperte, una parte dei soci della compagnia hanno deciso di non investire e ha preferito andare verso la liquidazione.
«Non mi era mai capitata una cosa così». Nelle compagnie aeree una parte del personale è passato per altre crisi aziendali, ha cambiato compagnia anche più volte dopo fallimenti e acquisizioni (foto md80.it). Eppure tra i cento dipendenti di base in via del Gregge, a Lonate Pozzolo, non si erano colti segnali di difficoltà: «Mai avuto preoccupazioni – dice ancora uno dei piloti – non abbiamo avuto nessuna mancanza. Di solito invece ci sono dei segnali. Io avevo esperienze precedenti, ad esempio con Volare: abbiamo avuto mesi di difficoltà che si vedevano, gli stipendi che non arrivavano, le camere in albergo che non erano pagate». Film visti anche con la vecchia gestione Livingston, tanto per citare un caso recente. Ma qui no: «Non ci sono mai stati problemi». Ritirata strategica? Può essere, visto che la fetta del mercato cargo su Malpensa va divisa con sempre nuovi competitor: le compagnie dell’Estremo Oriente, sbarcate in brughiera grazie alla legislazione favorevole, hanno abbassato le tariffe, al punto che in passato Cargoitalia ha lavorato quasi in perdita sul mercayo asiatico, pur di mantenere la posizione. Su altri mercati le cose andavano meglio. Ma la ricapitalizzazione, improvvisamente, deve essere diventata impossibile, le banche non hanno messo più soldi, nonostante si parlasse di 18 milioni di euro, certo una cifra non enorme se si parla di una compagnia aerea. E ora ci sono un centinaio di lavoratori preoccupati, oltre a quelli dell’indotto.
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