Il teatro diventa esperienza di vita: in scena “Vivi per amore”
Uno spettacolo nato dall'esperienza diretta degli attori. In scena giovedì 8 marzo, alle 21, al Teatro Santuccio, si intitola “Vivi per amore, 7 vizi capitali per 7 virtù”
Il teatro per riscoprire le emozioni. Musica, immagini, parole e movimenti per immergersi nella propria vita e nella comunità di cui siamo parte. Sarà perché è nato dall’esperienza di crescita personale degli attori in scena, sarà perché la regia è di Monica Antonioli, lo spettacolo “Vivi per amore, 7 vizi capitali per 7 virtù” si presenta come uno spettacolo in cui immergersi dall’inizio alla fine. In scena per la seconda volta al Teatro Santuccio di Via Sacco, giovedì 8 marzo lo spettacolo è messo in scena dalla compagnia dei ZelAttori nella forma teatrale denominata Teatro Vivencial. «Le vivencias rappresentano il training umano, personale e spirituale degli artisti grazie al quale si realizza la messinscena di un’opera originale – spiega Monica Antonioli -. Ho ripensato alla funzione del teatro greco, la rappresentazione del dramma personale viene messa al servizio della coscienza di tutte le persone. La crescita personale diventa crescita della comunità». La relazione di coppia diventa così il punto di partenza per scoprire vizi e virtù dell’umanità trasportando il pubblico in un’esperienza emozionale molto forte. «Il pubblico rimane coinvolto – continua Monica -. Vengono a vederlo persone di tutte le età e ne rimangono molto coinvolte. È uno spettacolo molto forte ma che, alla fine, lascia un grande senso di speranza».
Dieci attori in scena, l’arena del Santuccio come spazio dove esprimere parole ed emozioni, “Vivi per amore” porta lo spettatore in una sorta di “catarsi artistica” dove la musica gioca un ruolo fondamentale e dove la recitazione diventa specchio delle realtà. Ispirato ai sistemi classici dei 7 vizi capitali e delle 7 virtù che vedono Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso i loro massimi teorici, finemente rivisitati per il nostro tempo, “Vivi per amore” risulta quindi uno spettacolo di un’attualità spiazzante. «Potrebbe attivare emozioni che solitamente vengono ignorate – continua Don Michele Barban – L’essere umano si esprime completamente in questa esperienza, non parlo solo a livello personale ma anche comunitario».
Il Teatro Santuccio diventa così non solo luogo di incontro sociale ma anche culturale, sociale e spirituale, così com’è l’intendo del Centro Gulliver da quando ha preso in gestione la struttura. «Dall’autunno ad ora abbiamo iniziato un piano di rilancio e assestamento. Ad oggi siamo ancora “una scoperta”, stiamo aiutando a riscoprire un luogo attraverso la danza, il canto, il teatro e sono sempre di più le realtà che vogliono collaborare ed essere coinvolte».
Lo spettacolo “Vivi per amore” verrà replicato anche lunedì 5 aprile con ingresso gratuito per studenti, insegnanti ed educatori che riceveranno l’invito, proprio per sottolineare la funzione pedagogica, oltre che sociale, dello spettacolo.
L’ingresso per l’8 marzo è di 15 euro, per ogni 3 donne (Festa della donna) che si presentano insieme una entra gratuitamente.
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