I lavoratori stanno con le imprese. La politica è fuori dai giochi
Gli operai della Whirlpool: «manifestiamo anche per le imprese. Non si sta facendo nulla per la crescita». Il sindaco Calabretta: «Non ho mai sentito parlare dello small business act lombardo»
Lo hanno capito anche quelli che ci dovrebbero mettere solo muscoli, sangue e polmoni per far andare avanti la catena di montaggio, che senza investimenti e quindi senza crescita economica il futuro dell’Italia che lavora è in serio pericolo.
I mercati in questi giorni hanno dato un segnale chiarissimo al Bel Paese, facendo alzare lo spread dei titoli di stato italiani come reazione alle previsioni peggiorative per il nostro Pil nei prossimi due anni.
Gli operai della Whirlpool, quando sfilano davanti a via Pietro Nenni – uno dei padri nobili del socialismo italiano – restano per qualche minuto in silenzio. Forse perché in cuor loro sanno che quella manifestazione non è per protestare contro «i padroni» ma per il lavoro che viene a mancare nonostante «i padroni».
«Se le aziende continuano a chiudere – spiega Matteo Berardi, rsu della Fiom Cgil – occorre che il territorio si mobiliti e che tutte le forze, non solo quelle sindacali, restino unite per aiutare la ripresa. Noi stiamo manifestando anche per quelle imprese che vengono penalizzate da una manovra che non aiuta la ripresa, basti guardare la pressione fiscale che è insostenibile per tutti».
La spedizione punta dritta al comune di Biandronno, dove ad attendere i lavoratori della Whirlpool c’è il sindaco Antonio Calabretta, a sua volta ex impiegato della multinazionale americana. Il Primo Cittadino accoglie con molta cortesia i delegati sindacali e gli operai facendoli accomodare nella sala consiliare. «Abbbiamo disposto un tavolo provinciale sulle situazioni di crisi – dice Calabretta – ma non tutti i miei colleghi sindaci sono sensibili a questa proposta. Anche se noi amministratori locali abbiamo pochi margini di manovra, il comune rimane sempre un punto di riferimento per chi è in difficoltà. Quello che posso fare io è interpellare i nostri onorevoli».
Il sindaco di Biandronno, sostenuto da una maggioranza di centrodestra (Lega Nord, Pdl e lista civica “Per Biandronno Cassinetta”), come altri amministratori della provincia, soprattutto leghisti, guarda alla vicina Svizzera come esempio di terra promessa dell’imprenditore schiacciato dalla burocrazia romana. Alcune imprese del nord hanno già varcato la frontiera, sistemandosi nel Canton Vallese, allettate dalle condizioni vantaggiose. «Io sono favorevole – continua Calabretta – all’insediamento di nuove imprese all’interno di strutture già esistenti, come ha prospettato Whirlpool nel suo ultimo piano di ristrutturazione. Non sarei favorevole a far costruire nuovi insediamenti industriali».
«Tutti uniti» dicono i delegati sindacali della multinazionale di Cassinetta, politici compresi, ignorando forse che in una partita così delicata la politica, a tutti i livelli, sta giocando un ruolo a dir poco marginale, come conferma lo stesso Calabretta che alla domanda se sia al corrente di un progetto di legge chiamato “Cresci Lombardia” o più comunemente Sba (Small business act) lombardo, nato per favorire lo sviluppo delle pmi, cade dalle nuvole. «Lo apprendo in questo momento» dice il sindaco.
Eppure quel provvedimento – bello o brutto che sia – pubblicizzato nelle missioni sul territorio dell’assessore regionale itinerante Andrea Gibelli (Lega Nord), dovrebbe essere il punto di partenza per un politico che voglia affrontare il tema del futuro dell’economia del Varesotto dove attualmente sopravvivono, in attesa di tempi migliori, circa 64 mila imprese (Fonte Camera di Commercio di Varese), per lo più micro e piccole. A quanto pare, però, nessuno dei 5 consiglieri regionali presenti al Pirellone ed espressione di questa provincia, di cui tre dell’area politica vicina a Calabretta (Luciana Ruffinelli e Giangiacomo Longoni della Lega Nord, Rienzo Azzi del Pdl), ha ritenuto opportuno informare il sindaco di Biandronno.
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