Peggiora la fiducia degli imprenditori varesini
Lo dice una ricerca di Unicredit che lancia un programma per le imprese lombarde: 7,5 miliardi di euro in tre anni per capitalizzazione, start-up e accompagnamento all'export
«La fiducia degli imprenditori varesini, per i prossimi 12 mesi, è peggiorata di ben 24 punti, rispetto alla media lombarda». Se la ricerca di Unicredit, presentata da Monica Cellerino, responsabile per il territorio della Lombardia di Unicredit (condotta su 6.000 imprese italiane di cui 1000 lombarde) fotografa il momento negativo dei nostri imprenditori, la resa è ancora ben lontana. Infatti la stessa ricerca conferma che, nonostante il momento, la capacità di innovare delle imprese varesine, sia sul prodotto (34%) che sul processo produttivo (29%), è ancora ampiamente superiore alla media lombarda. Confermato anche lo spiccato individualismo di chi fa impresa in provincia di Varese, e quindi anche la corrispondente resistenza alle aggregazioni: dei 305 contratti di reti di impresa in Lombardia, 28 (7,5%) sono in provincia di Varese, tendenza inferiore rispetto alla media regionale.
«Dietro la sfiducia – spiega Cellerino – c’è spesso il non sentirsi adeguati al momento».
Per adeguarsi, Unicredit individua quattro azioni: rafforzare il patrimonio dell’azienda, ottimizzare l’attivo circolante, innovare (anche attraverso la nascita di start-up, cioè nuove imprese innovative ad alto contenuto tecnologico), internazionalizzare. E per farlo il gruppo bancario mette a disposizione delle imprese lombarde 7,5 miliardi di euro per i prossimi tre anni.
«Un tempo- spiega Antonella Ghiorso, responsabile commerciale area Varese Unicredit -fare un finanziamento per la capitalizzazione era una bestemmia. Oggi li facciamo, come facciamo prestiti per le assunzioni e per le nuove ricerche. Il problema è che l’imprenditore spesso parte dalla convinzione che le banche i soldi non li danno».
A sentire i manager di Unicredit la liquidità c’è, come se il credit crunch fosse un’invenzione dei giornali. «Noi – continua Ghiorso – non buttiamo i soldi dalla finestra, ma siamo al fianco delle imprese comprese le start-up, ne supporteremo 4 mila, alle quali sono destinati 300 milioni di nuova finanza».
Insomma, diecimila euro non si negano a nessuno anche quando si tratta di giovani aziende innovative che le banche, e non solo, tendono a snobbare. Una questione di cultura in senso lato, non solo bancaria. Non è un caso che in Italia il venture capital sia di fatto inesistente.
Un cittadino consapevole in tema di risparmio e finanza puo’ essere una risorsa per la stessa banca. Ecco perché Unicredit ha ideato il programma di educazione bancaria e finanziaria “In-Formati”, corsi gratuiti, pensati e programmati per specifici target: giovani, famiglie, anziani, piccole e medie imprese. Lo scorso anno sono state oltre 7.000 le ore di formazione erogate in Lombardia, che hanno interessato circa 2.000 persone. «Nei corsi non vengono trattati prodotti di Unicredit – conclude Paolo Barenghi – e il 93% dei partecipanti non sono nostri clienti».
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