“Traghettate” impossibili. Su Facebook lo sfogo dei pendolari

La foto del battello i ragazzi accalcati sul pontile scatena i commenti sul social network. E anche i genitori intervengono: «A fronte dei costi un servizio inadeguato»

«In merito all’articolo con la foto del viaggio in traghetto dove i passeggeri paiono tanti soldatini pronti allo sbarco di Anzio, vi segnalo inoltre che nonostante il costo del traghetto (non essendo previsto nessuno sconto per i fratelli io pago 332 euro per ognuno dei miei tre figli) non è garantito che tutti gli studenti riescano a salire sul traghetto in questione perché all’imbarco gli addetti "scoraggiano" alcuni ragazzi dal salire sul battello per motivi di sicurezza. Per cui i più piccoli e i più ingenui perdono il traghetto e le coincidenze, si fa per dire, perché anche TreNord fa partire il treno mentre il traghetto attracca così i ragazzi rimangono bloccati a Laveno. Questo a cascata significa anche che i ragazzi perdono le coincidenze con i pochissimi pullman per le valli circostanti. Risultato: esco alle 12.20 e arrivo a casa alle 17». A scriverci queste parole è la mamma di un ragazzo che frequenta l’Istituto Cobianchi di Intra. Ma è solo una dei genitori arrabbiati e che in queste ore ci hanno contattato per manifestare i disagi degli studenti pendolari sul lago Maggiore.

«Non ci sono parole – commenta una studentessa- Soprattutto sapendo che il traghetto che ha attraccato a Laveno venti minuti dopo era il Ticino (capienza forse 4 volte tanto)… completamente vuoto. Per questo efficiente servizio ciascuno dei ragazzi che vedete ha pagato 184 euro di abbonamento per il periodo settembre-dicembre. E questo accade a volte anche in pieno inverno». I disagi nei servizi di trasporto degli studenti del Varesotto che frequentano le scuole dell’altra sponda del lago Maggiore non sono infatti una novità. Lo scorso anno scolastico in molti ci avevano scritto per raccontare i problemi riscontrati nei viaggi da Intra a Varese. Problemi legati alle coincidenze mancate o alla riduzione delle corse. La foto, commentata anche su Facebook ha registrato in meno di un giorno centinaia di condivisioni e ha fatto discutere nuovi ed ex pendolari. Ma sulla protesta degli studenti i nostri lettori si dividono: «Chi ha fatto il Cobianchi o il Ferrini sa benissimo che è normalità – si legge sulla pagina di VareseNews -. Anzi, molti studenti stavano fuori anche ai miei tempi per farsi gli affari propri e fumarsi una o due sigarette. Comunque in anni di traghettate a quell’ora c’è sempre il Sempione o il Ticino. Magari la navigazione si è organizzata male il primo giorno». «…Il traghetto sta attraccando per far scendere le persone. Le persone sono lì per poter scendere! Ho fatto otto anni ad Intra tra Salesiani e Cobianchi e tutto ciò allora era normalità! Ora più niente sembra normale!Qualcono è d’accordo con me?». «È sempre stato così – scrive invece un altro lettore – anni di Cobianchi passati a correre per non perdere le coincidenze con le Nord che non aspettavano mai, i traghetti sempre strapieni alla mattina. Hanno sempre messo il San Carlo la mattina quando si ghiacciava e si doveva stare fuori! Non ditemi che è un caso!».

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Pubblicato il 14 Settembre 2012
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