Farioli e Centinaio: “Alto Milanese unito, svolta storica”

I due sindaci hanno confermato la volontà a proseguire sulla strada verso l'ingresso di tutto il territorio nella Città Metropolitana. Restano da convincere i comuni nell'orbita dei tre centri principali dell'area vasta

Gli antichi e ormai stantii campanilismi tra Legnano e Busto Arsizio sembrano ormai sotterrati dagli eventi e la conferma è arrivata questa mattina dall’incontro congiunto tra i due primi cittadini Gigi Farioli e Alberto Centinaio che hanno incontrato la stampa per rafforzare il progetto di riunificazione dell’Alto Milanese nell’ambito della creazione della città metropolitana di Milano. Una stretta di mano simbolica a sancire questo nuovo corso, più volte abbozzatto negli anni scorsi ma sempre osteggiato dal confine provinciale che Farioli, forte del voto in consiglio comunale, non ha esitato a definire «un’ingiustizia fattaci da Mussolini nel 1927». Il sindaco di Legnano, padrone di casa, ha aperto l’incontro ribadendo che la sua città e Busto «sono pronte a perorare la causa dell’unione del territorio sia a Varese che a Como, così come a Roma e se necessario anche all’Onu» – ha detto scherzando e ha lasciato al consigliere delegato Stefano Quaglia il compito di approfondire le motivazioni a sostegno di questa scelta: «Entrare uniti nella città metropolitana sarà importante per riempire un contenitore che, a tutt’oggi, è ancora vuoto – ha spiegato il consigliere – lo statuto metropolitano deve essere scritto entro ottobre 2013 e più grande sarà il peso specifico del nostro territorio e maggiori saranno le garanzie perchè questo tuteli in primis le nostre città».

Il sindaco Farioli è entrato ancor più nel concreto elencando quali possono essere gli ambiti in cui

l’unione territoriale potrà avere degli effetti benefici: «Pensiamo al tribunale, alla realizzazione di un’opera pubblica (citando l’ormai celebre rotonda tra Villa Cortese, Legnano e Busto Arsizio per la quale è servito un iter burocratico lungo un anno, ndr), l’unificazione del sistema di trasporto pubblico locale e i collegamenti con Malpensa, la gestione urbanistica in un territorio che è ormai una conurbazione». Insomma i vantaggi ci sono mentre gli svantaggi non sono ancora chiari: «C’è chi dice che si scioglieranno i comuni – prosegue Farioli – ma non è vero, c’è chi dice che diventeremo periferia di Milano e altre amenità del genere. Sono argomenti che non stanno in piedi e che servono solo a spaventare i cittadini».

I prossimi passi? Farioli si sta muovendo verso Malpensa e verso la Valle Olona con incontri a cadenza ormai giornaliera: «Ho parlato con i sindaci del Cuv di Malpensa e hanno deciso che il 26 faranno un incontro aperto anche ai cittadini per approfondire l’idea di entrare nella Città metropolitana, ho incontrato la sindaca di Cardano al Campo Laura Prati e con Legnano abbiamo già istituito un tavolo di lavoro con i comuni della Valle Olona sulle tematiche industriali ed ambientali, partendo da caso Elcon. Anche il sindaco di Gallarate Guenzani mi ha pregato di dire che ci seguirà nel percorso intrapreso». Centinaio si muove, invece, verso sud: «Legnano è a capo della conferenza dei sindaci dell’Alto Milanese – spiega – e con loro ci incontreremo per arrivare ad una posizione unica con quello che oggi è il Basso Varesotto». La forza della proposta di un Alto Milanese unito, dunque, passerà anche dal numero di Comuni che esprimeranno il loro favore a questo progetto di riunificazione che, in sostanza, dice: "uniti per pesare di più nella città metropolitana in modo da poterne condizionare le regole". Il percorso è appena iniziato.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Ottobre 2012
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