Prefetto e forze dell’ordine in visita al 112
Saluti e ringraziamenti natalizi da parte del dottor Giorgio Zanzi accompagnato dai vertici di carabinieri, polizia e guardia di finanza
Visita natalizia per il personale del 112 NUE, il centralino che riceve le chiamate di soccorso. A far loro visita il prefetto dottor Giorgio Zanzi, il questore dottor Danilo Gagliardi, il comandante dei carabinieri Alessandro De Angelis e quello della Guardia di Finanza Antonio Morelli. Presenti anche i "padroni di casa" il direttore generale dell’azienda ospedaliera, che ha messo a disposizione i locali, Callisto Bravi insieme ai direttori Maria Grazia Colombo, amministrativo, e Roberto Riva, sanitario.
Si è trattato di una visita di cortesia per sottolineare l’importanza di questa centrale su cui convergono le richieste di aiuto della popolazione di ben 5 diverse province, Varese, Como, Lecco, Monza e Bergamo: « La vostra attività di filtro e smistamento – ha rimarcato il prefetto Zanzi – è indispensabile per snellire le attività di intervento delle forze dell’ordine che si sono viste ridurre il numero di chiamate false o improprie. È un modello di collaborazione che permette risposte efficienti ed efficaci».
Attualmenrte, gli operatori del 112 NUE gestiscono, in media, circa 300 telefonate a turno ciascuno: una mole di lavoro che mette a dura prova la tenuta psicologica: « È un lavoro che richiede particolari doti – ha riconosciuto il prefetto – e che ha un valore non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi».
E mentre le autorità, accolte dal responsabile del servizio 112 NUE Guido Garzena e dalla coordinatrice Gabriella Somaini, salutano e ringraziano, in sottofondo i telefoni non smettono di squillare: una richiesta di intervento a Busto, una a Castellanza, una a Treviglio. Con voce accondiscendente si cerca di superare il panico che si avverte dall’altra parte della cornetta, si cercano informazioni utili ai soccorritori, si interpreta la necessità.
Gli operatori si preparano, ora, a gestire la stagione sciistica: Varese non ha montagne ma Bergamo vanta comprensori che attirano diverse centinaia di turisti ogni anno, spesso stranieri. Sarà un nuovo test per questo servizio che si avvale dell’immediata collaborazione di un centro di traduzione in dieci lingue diverse: « Il nostro operatore individua la nazionalità del richiedente – spiega il dottor Garzena – e poi, con un tasto, inoltra la telefonata al traduttore adeguato che, a sua volta, smisterà ai diversi centralini di sceondo grado».
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