Il Varese strappa con fatica un punto a Vicenza
I padroni di casa vanno in vantaggio alla fine del primo tempo con Malonga. La squadra di Castori agguanta il pareggio all'ultimo minuto con Pucino. I biancorossi quinti in classifica con 48 punti
Con un solo punto nelle ultime quattro partite Fabrizio Castori, mister del Varese, non poteva tornare a mani vuote dalla trasferta di Vicenza, nonostante la fiducia rinnovata da parte della società. E un punto lo ha fatto, in extremis, ma lo ha fatto. Quanto basta per non veder messa in discussione la sua panchina. La classifica, infatti, dà ancora ragione al tecnico marchigiano: 48 punti, quinto posto in classifica, zona play off, con il Brescia, immediato inseguitore a due punti di distanza.
Colpo d’occhio – Al Menti di Vicenza piove e il campo è notevolmente appesantito. L’atmosfera è quella di una sfida che per entrambe le squadre puo’ valere una svolta: da una parte Castori alla ricerca di una «resurrezione» per la sua panchina, dall’altra un Dal Canto alla ricerca del primo successo in casa, per una squadra che non conosce le mezze misure (quattro sconfitte sul proprio campo). Prima del fischio di inizio un minuto di silenzio in ricordo del campione Pietro Mennea scomparso nei giorni scorsi.
Primo tempo – Il 4-3-1-2 di Castori, con Zecchin dietro Neto ed Ebagua e Corti, Filipe e Kone a dettare i tempi di gioco, funziona a intermittenza, almeno fino a quando allo scadere del primo tempo non perderà Zecchin per infortunio.
Nella prima mezzora di gioco le due squadre danno vita, nonostante il campo molto pesante, a una partita vivace: sono, infatti almeno quattro per parte le occasioni da gol. il Vicenza, con Semioli a sinistra e Mustacchio-Padalino a destra, concentra il gioco sulle fasce, cercando sempre il cross per la testa di Malonga o la stoccata dell’attivissimo Ciaramitaro. Il pericolo per la porta di Bremec arriva dai calci da fermo di Zecchin, ma Ebagua e Neto non sembrano in giornata per la stoccata vincente. Le due palle gol più nitide per il Varese capitano sui piedi di Kone e Troest che falliscono entrambi a due passi dal portiere avversario. Il gol del Vicenza arriva sul finale di tempo con Malonga (ottava segnatura in stagione) che, dopo un lungo digiuno, trova la deviazione vincente di testa, nonostante una parata miracolosa di Bastianoni. Per il Varese è una doccia fredda che diventa gelata con l’infortunio alla caviglia di Zecchin, costretto ad uscire.
Secondo tempo – Alla ripresa del gioco Castori manda in campo Ferreira Pinto al posto di Zecchin. I biancorossi partono subito forte, cercando di schiacciare gli avversari nella loro metà campo. Il nuovo entrato serve subito una buona palla a Neto Pereira che scivola sul piede d’appoggio al momento della conclusione. Le condizioni del campo non aiutano le due squadre, il Vicenza non rinuncia al contropiede soprattutto con Malonga sempre pericoloso. Inizia una girandola di sostituzioni: il Varese tenta il tutto per tutto con una difesa a tre e l’inserimento del terzo attaccante puro, Martinetti, al posto di Franco, che appena entrato su assist di Ebagua va vicinissimo al gol con una conclusione respinta dal palo. Fuori anche Marino, al suo posto Lazaar. Dal Canto prova a tirare i remi in barca: dentro Cinelli, un incontrista, per Mustacchio (tra i migliori in campo). Rigoni sfiora il raddoppio e Malonga si rivela una spina nel fianco del Varese, almeno fino a quando è costretto a uscire per infortunio. La sua uscita fa rivedere in campo un’altra star del gol: Tiribocchi, messo sotto osservazione dai tifosi vicentini.
Il Varese cerca il pareggio con Neto e Martinetti, ma sarà Pucino a segnare al 45′ con una deviazione al volo di sinistro che s’infila sotto l’incrocio dei pali alla destra di Bremec che non puo’ far altro che guardare la palla gonfiare la rete. Per il difensore del Varese è un dejà vu, considerato che il suo primo gol in serie B lo aveva segnato proprio a Vicenza nella scorsa stagione, sotto la guida di Rolando Maran.
L’ultima occasione della partita è per il Vicenza e capita sulla testa del «Tir» che, da due passi dalla porta, manda alto. Quanto basta per rinfocolare le contestazioni dei tifosi di casa.
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