Nella terra dei minuti contati, là dove batte il cuore artigiano
Sei tappe nell’operosità dei paesi della “bassa” dove oltre all’ingegno ci si imbatte in un frenetico attivismo, inaspettato verde, contesse e palazzi inglesi
“Sì, posso arrivare, ma ho cinque minuti da dedicarle…mi è arrivata proprio oggi una commessa importante”. “Ho un quarto d’ora e devo tornare in officina”. “Dai che sun mingha chi a tra via temp”. Non è andata sempre così, questa settimana partita a Cavaria e finita a Samarate, passando per Arsago Seprio, Besnate, Cardano al Campo e Casorate Sempione. Ma questi virgolettati, che sono veri, rappresentano uno spaccato di territorio che sebbene lo sfondo permanente della crisi rappresenti il convitato di pietra di ogni dialogo su lavoro ed economia, ben fotografa lo spirito del mondo economico di quest’area densamente popolata e parecchio estesa, fra l’asse del Sempione e l’asta del Ticino.
ECONOMIA – Partiamo da qui. Il momento è brutto, ma c’è chi resiste e investe. Anzi, chi oggi resiste è chi ha investito e continua a farlo. Dal quartiere artigiano di Cavaria – che somiglia più ad una città, dal momento che sono presenti 28 imprese, molte delle quali con oltre 70 dipendenti – ai due poli industriali di Caradano al Campo, dall’area industriale di Besnate e alla tradizione storica di Samarate: il tessuto economico c’è, sebbene lotti fra molte difficoltà. In maniera eloquente a soffrire della crisi sono le molte attività dei centri storici che chiudono: un esempio piuttosto toccante è la via centrale di Cardano al Campo che vede molte serrande abbassate. Piccoli negozi che vengono travolti dalla crisi. Ma sempre a Cardano al Campo si assiste anche alla presenza di imprese tempio, come la Digicom, dove l’architettura industriale si fonde con un ambiente di ingegno: spazi calcolati su vecchie proporzioni rendono persino il bianco un colore forte, e ispiratore. Resiste nel tempo anche il distretto del cavallo di Casorate Sempione, che nei decenni ha fatto della brughiera un pezzetto di stile inglese, dalle costruzioni agli eleganti finimenti o all’abbigliamento dei cavalieri, che è capitato di veder indossato anche per attività borghesi.
LE PERSONE – Tanti si sono presi una cotta per Varesenews, e questo ci lusinga. Ma la vera sorpresa consiste nell’attivismo quasi sfrenato che rappresenta il pendolo tra passione per il territorio e amore per una comunità. Ci sono le 50 e passa associazioni di Samarate (la polisportiva vanta 1500 iscritti su 15000 abitanti: il 10% della popolazione, neonati inclusi!). Ci sono le proloco che a cascata inondano di feste della birra e attività ricreative i paesi. E c’è il sottobosco del mondo dell’associazionismo che offre di tutto: dai pescatori al soft-air (che a Samarate ripulisce i boschi in cambio di un campo di battaglia); sempre nel paese dalle cinque frazioni ci sono insegnanti che dipingono le classi per contrastare la spending review; a Besnate le contrade del minipalio animano le sfide tra grandi e piccini (ma soprattutto tra grandi); ad Arsago Seprio c’è un presidente della proloco che guida l’associazione da 32 anni, mentre il sottobosco associativo riempie spazi che altrimenti verrebbero lasciati al televisore o alla noia. Per la cronaca, un saluto alla rappresentanza casoratese a prendersi il fresco coi cugini francesi per un gemellaggio speciale. Ci sono tante botteghe del commercio equo, nei luoghi visitati. Tantissimi oratori pieni di vita e di bimbi, e che addirittura riescono a gestire un cinema. E tantissima vita nelle parole di una contessa che ci ha aperto le porte per raccontarci aneddoti di un tempo lontano.
I LUOGHI – “Ma che paesi ti hanno assegnato per il 141 tour? Ma valà, non c’è niente”. Anche questa è una frase vera e pronunciata da un amico con troppi pregiudizi. A sbalordire è la quantità di segni che la storia ha lasciato in questi luoghi, che spesso rappresentano uscite dell’autostrada o svincoli, o ancora “direzioni”. Ma appena metti il becco nella piazza, nel vicolo, o nel sagrato di una chiesa, ti accorgi del tesoro nascosto. Il convento delle monache di Cavaria, a due metri dalla statale che taglia il paese ne è un esempio, come la sua piazza. Ma anche il municipio di Besnate, dove i milanesi si sentono a casa per via del biscione visconteo con in bocca un ragazzino. E che dire della “piazza dei miracoli” di Arsago Seprio, delle scuderie di Casorate Sempione e di piazza Italia di Samarate? Poi il verde: c’è tanto, tantissimo verde nascosto in questi luoghi "della bassa".
Io consiglio all’amico, e ai lettori di Varesenews, di farsi un giro da queste parti.
LE SETTIMANE PRECEDENTI
La prima settimana: Dalle campane alla Graziella
La seconda settimana: Longobardi in bicicletta
La terza settimana: La ferrovia fantasma, il birrificio e la fabbrica di plastica
La quarta settimana: Arte e industria, le sorprese della statale Varesina
La quinta settimana: Una ricchezza che si chiama comunità
La sesta settimana: Valceresio, panorami mozzafiato in cerca di turismo
La settimana settimana: Industrie, castelli e giovani
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