La riforma dei dipendenti continua: “Il nostro metodo sarà l’ascolto”
Il sindaco Gigi Farioli e il consigliere Mario Cislaghi delineano come avverrà la riorganizzazione dei 444 lavoratori comunali. "Trasparenza, efficenza ed efficacia" saranno le parole chiave. Che dovranno valere anche per Agesp
E’ ormai diventata una piccola tradizione per il sindaco Gigi Farioli quella di ritagliarsi durante il mese d’agosto alcuni spazi per la riflessione sull’azione di governo della città e sulle prospettive future di governo. L’anno scorso era stata la volta della "rivoluzione di Ferragosto" e quest’anno certo i temi sul tavolo del primo cittadino non sono certo di minore importanza. Dalla riforma di Agesp fino al riordino dei dipendenti comunali, sono molto delicate le tematiche che dovranno essere affrontate alla fine della pausa estiva.
Proprio sul secondo aspetto, quello dei dipendenti comunali, sono mesi che Mario Cislaghi è al lavoro per trovare una prima ipotesi di riorganizzazione ed è su questo tema che Gigi Farioli ha voluto fare il punto con un incontro con la stampa. «La linea dell’amministrazione è quella di andare controtendenza -spiega Farioli- e di mostrare come i dipendenti pubblici oltre a non costituire un peso per la società ne sono una risorsa». Specialmente a Busto. La città, infatti, «è una tra le migliori nel rapporto cittadini/dipendenti pubblici» che, complessivamente, ammontano a 444 persone. «Non è un numero elevato» precisa subito Mario Cislaghi, ma che comunque non potrà essere agilmente aumentato nei prossimi anni. Per il 2014, infatti, Palazzo Gilardoni potrà assumere un solo dipendente -oltre all’inserimento di 4 persone disabili- ma è proprio con la riorganizzazione del personale che si punta ad aumentare i servizi e le offerte per i cittadini. E nonostante difficoltà che affondano le loro radici nei problemi nati nel 2006 dopo le indagini della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato in questi anni di amministrazione molto è stato fatto sul piano sociale: inserimento dei lavoratori disabili (l’anno prossimo si raggiungerà la quota di 24 dipendenti "protetti", come richiede la legge), dote comune, progetto carceri, inserimento disoccupati. Tra l’altro, nei prossimi mesi, a questo si aggiungeranno anche le forze di stagisti e tirocinanti.
In ogni caso la riforma di chi lavora alle dipendenza del Comune non è più rinviabile. «Il criterio che giuderà la trasformazione -continua Farioli- dirà di no alla concertazione come regola ma avrà l’ascolto come metodo» e tutto questo per evitare che si riproponga una situazione come quella del 2006. Una bozza della "riforma Cislaghi" tra l’altro dovrebbe approvare in Consiglio Comunale già nel primo appuntamento di settembre per l’inizio di una «grande sfida per il prossimo anno all’insegna di trasparenza, efficenza ed efficacia», chiosa il Sindaco. Criteri che varranno anche per la riforma delle partecipate, Agesp in primis
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