La scuola assume i suoi nuovi maestri

Alla media Vidoletti, sono stati immessi in ruolo i vincitori del concorso per la scuola dell'infanzia e per il sostegno. Un centinaio i neo assunti ma qualcuno ha rinunciato

Convocati per il contratto a tempo indeterminato. Alla fine di oltre un anno di studio, di impegno e passione, per 95 insegnanti della scuola dell’infanzia e sette docenti del sostegno provenienti da tutta la Lombardia, questa mattina è finita la grande attesa. Alla scuola Vidoletti, infatti, si è svolto il rito delle assegnazioni, la chiamata personale per effettuare la scelta della provincia dove si lavorera, almeno per i prossimi 5 anni. Un dialogo breve ma determinante, con la firma di un contratto che li pone nell’organizzazione scolastica nazionale.

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Concorso scuola dell’Infanzia: la chiamata 4 di 8
 
Per tutti è stato il coronamento di un sogno, quello dell’insegnamento, che non è certamente facile da raggiungere ai giorni d’oggi: «Mi reputo molto fortunata – commenta Tiziana della provincia di Brescia – con i tempi così difficili che ci sono oggi, aver raggiunto questo risultato mi riempie di orgoglio. Non è stato semplice: io ho due lauree, una presa nel 2005 e una nel 2011 e forse per questo mi ha aiutato: rispetto ad altri colleghi, avevo la mente più allenata allo studio. Il concorso, però, è stato difficile, soprattutto l’orale perchè si è notata una discrepanza tra le diverse commissioni: avere una commissione più “buona” ha voluto dire avere qualche opunto in più e una graduatoria migliore; anche solo cinque voti in più vuol dire tanto… Oggi, però, non posso che essere felicissima: da un anno lavoro nella primaria ma, prima, avevo fatto la maestra nella scuola dell’infanzia per 4 anni. Ho passato entrambi i concorsi sono in ottima posizione in tutte e due le graduatorie. Di cosa mi potrei lamentare?»
 
Felice del traguardo raggiunto è anche Alessandra, anche lei di Brescia e un’esperienza nella scuola dell’infanzia: «Vedere le commissioni valutare diversamente le prove orali è stato un po’ demoralizzante. Oltre allo studio occorreva anche una buona dose di fortuna. Tutto ciò, fortunatamente, fa parte del passato. Ora ho ottime chance di ottenere l’incarico per cui mi sono impegnata tanto. E questo mi gratifica…».
 
Contenta è anche Silvia, in braccio un bimbo piccolo piccolo. Ha appena firmato il contratto per la scuola dell’infanzia nella sua provincia: « È stata dura ma oggi non posso che essere felice. Il mio vantaggio è stato quello di essere una neo laureata e di avere avuto la mente allenata allo studio. Per quattro anni ho lavorato alla scuola dell’infanzia mentre completavo gli studi universitari; un doppio incarico che non è stato facilissimo portare avanti. Ma oggi è tutto alle spalle….».
 
Silvia era tra le prime in graduatoria: prima nel sostegno e nella graduatoria per l’infanzia. Doppia chiamata, doppia accettazione e una rinuncia. 
La commissione, infatti, ha prima chiamato e completato le assegnazioni per il sostegno, poi è ripartita dai posti della materna chiamando anche le stesse persone che, a quel punto, hanno scelto se mantenere l’incarico al sostegno o rinunciarvi per accettare quello all’infanzia. In caso di rinuncia, il posto è tornato libero e a disposizione delle graduatorie permanenti. 
 
Una mattinata lunga e carica anche di tensione: una giovane aspirante maestra non riesce a rispondere alle nostre domande: « Sono troppo tesa. I posti per Varese sono solo tre e io rischio di vedermeli portar via…» dice con un filo di voce.
 
Il meccanismo del concorsone, infatti, prevedeva un numero di posti sull’intera regione. Ecco perchè, questa mattina, alla Vidoletti di Varese sono arrivati da tutta la Lombardia: « Ho accompagnato mia figlia – commenta Ernesto della provincia di Como – Ma è tutta una buffonata. Mia figlia si è dannata un anno, studiando e lavorando. Ora corre il rischio di dover rinunciare a quel contratto: se non trova disponibilità nel comasco deve riunciare e aspettare l’incarico con le graduatorie a esaurimento. Lì è ben messa e in tre anni dovrebbe arrivare al ruolo. Perchè dovrebbe accettare oggi, magari una sede lontana? Vorrebbe dire che per cinque anni si deve trasferire, cercar casa, lasciare tutti gli impegni attuali…. Il concorso ha avuto un’organizzazione faraonica ma i risultati sono deludenti».
 
Tra chi aspetta c’è anche Andrea, in braccio un neonato di due mesi: Chiara, sua moglie, è tra i convocati in attesa della nomina. È messa bene in graduatoria e dovrebbe farcela ad avere l’incarico vicino a casa: « È stata dura: lei lavorava e studiava. Poi è arrivato il nostro bambino. Io ho rinunciato alla mia occupazione per poterla aiutare. E ora speriamo in bene…».
 
La chiamata procede nell’aula magna della media gremita e caldissima. Questo è la prima giornata di assegnazioni sul territorio. In contemporanea, in altre province si procede con altri ordini e materie. Da settimana prossima, poi, ogni Ufficio scolastico partirà con le proprie nomine e assegnazioni, sperando di finire entro il 31 agosto per poi ricominciare con le supplenze. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 24 Agosto 2013
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