Il Cairoli: è la nostra casa

I rappresentanti eletti in consiglio di istituto al classico Cairoli svelano il lato affascinante di una scuola considerata per "secchioni" ma che permette di crescere con entusiasmo

 

Più che una scuola, è un luogo di incontro e confronto. È ancora molto viva, nella memoria degli studenti del liceo classico di Varese Cairoli, l’esperienza della cogestione vissuta nel 2012, nei giorni della rivolta studentesca: « Abbiamo reso la scuola un luogo di crescita personale, di confronto e di maturazione collettiva. Ci è servito per trovare il senso di appartenenza alla nostra comunità». 
Per i quattro rappresentanti del Consiglio di Istituto del liceo varesino, Carlotta Calemme, Ylenia Carlomagno, Nicola Togni ed Emanuele De Leo,  la necessità di discutere, parlare, ascoltare e crescere insieme è indubbiamente in cima alla lista delle richieste: « Non abbiamo una palestra o un’aula magna dove poterci riunire tutti insieme – spiega Carlotta – la Provincia ci concede solo un’assemblea al cinema Vela dove trovarci tutti uniti. Altrimenti dobbiamo sempre dividerci tra biennio e triennio, ma ciò è ingiusto perchè la discussione deve essere trasversale».

Per poter aggirare l’ostacolo, i ragazzi hanno tentato una prima raccolta fondi per autofinanziarsi, esperienza che non ha riscosso grande successo. Ciò, però, non ha scoraggiato i 4 rappresentanti che sono tornati alla carica motivando la richiesta: «Il nostro problema è comune ad altre scuole – interviene Ylenia – gli studenti hanno il diritto di riunirsi per discutere di argomenti condivisi, ma ci scontriamo con norme e regole che, di fatto, ci impediscono di farlo. L’affitto della sala costa 1200 euro e noi siamo 830 alunni. Noi crediamo che le istituzioni debbano metterci in grado di riunirci in condizioni ottimali, così che tutti possano esprimersi». 

 

L’esperiena della cogestione ha, come dicevamo, lasciato il segno: « Ci è piaciuta la possibilità di organizzare lezione su argfomenti che ci interessano – dice Nicola – per questo riteniamo che, nel corso della settimana  di studio articolato per il recupero delle materie, si possano organizzare altri corsi di appropfondimento. In questo modo la scuola diventa dinamica, si apre ad altre attività  e diventa veramente CASA».  

Da alcuni anni, il liceo classico ha imboccato la via della modernizzazione: « Abbiamo la sezione Archè che utilizza i tablet – racconta Nicola – in tutte le classi c’è la lavagna interattiva con cui si fanno lezioni integrate. Molti docenti mettono i propri appunti on line a disposizione dei ragazzi e ci sono anche dei professori che chattano con i ragazzi attraverso "googledrive" per aiutarli nei compiti quando c’è qualche dubbio». Chiaramente, non tutto il corpo docente è tecnologico, ma sicuramente c’è un’apertura verso l’innovazione molto forte: « Le lezioni multimediali sono molto belle e coiunvolgenti – racconta Ylenia –  Ci sono programmi didattici che permettono lezioni innovative».

Voglia di crescere e di confrontarsi ma consapevolezza di aver imboccato la strada giusta: « Si dice che in questo liceo si studi tantissimo – commentano i rappresentanti – ma non è vero. È solo questione di organizzazione. È certamente un po’ dura, ma basta stringere i denti per vedersi ripagare di tutto. L’esperienza che si vive in questa scuola rimarrà indelebilmente in tutti noi». 


Redazione VareseNews
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Pubblicato il 09 Gennaio 2014
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