Virzi racconta (anche da Varese) la decadenza della “Grande Brianza”
E' stato presentato a "Che tempo che fa" Il Capitale Umano, l'ultimo film di Virzì ambientato anche a Varese che uscirà nelle sale giovedì 9. E c'è chi parla già di capolavoro
Ha già ricevuto lodi sperticate dai critici che hanno potuto vederlo in anteprima il nuovo film di Paolo Virzì, “Il Capitale umano” parzialmente girato anche a Varese.
Nelle sale da giovedì, è stato presentato nella serata di domenica 5 a “Che tempo che fa”, la trasmissione di Fabio Fazio, che ha mostrato in anteprima alcuni spezzoni della pellicola.
Il film, che vede tra i suoi interpreti un grande cast di attori come Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Gifuni, è – secondo quello che ha anticipato il regista stesso a Fazio – un noir con una punta di commedia amara, liberamente tratto dal thriller di Stephen Amidon, con l’aiuto di Francesco Piccolo e Francesco Bruni.
«La tragedia da sola mi pare pesante, il comico da solo è stupido, le due cose insieme mi sembra funzionino» ha infatti dichiarato il regista toscano descrivendo il suo film, che ha anche spiegato essere fondamentalmente un “film sull’infelicità”. Ma ha anche spiegato come il venire “In Brianza” sia stato per lui una sorta di viaggio esotico: «della Brianza sentivo solo parlare, per me era un posto esotico, con la pulizia che regala la neve, e il suo freddo».
La Brianza di cui parla, però, è un luogo ampio andato anche più in là del suo confine territoriale: alcune scene sono ambientate per esempio al teatro Politeama di Como, nel film (come nella vita) teatro abbandonato che la moglie che del protagonista vuole cercare di far rivivere, come antidoto alla sua noia esistenziale di ricca signora infelice. Ma è stato anche, e in più riprese, a Varese e dintorni, sconvolgendo per qualche giorno la quieta quotidianità di corso Matteotti o le notti di piazza della Repubblica. Quella parte di nord verde e industriale, opulenta e infelice che in molti hanno già cercato di raccontare, e che Virzì coraggiosamente affronta "da toscano".
Cosa abbia colto e descritto Virzì di questo nord, adatto secondo la struttura del film a descrivere la decadenza dell’elite e questo nostro tempo che è stato ricco e che è infelice, dove convivono “immobiliaristi e villoni” e dove la protagonista si può permettere di dire agli attori della vicenda «Avete scommesso sulla rovina dell’Italia e avete vinto» lo scopriremo tra poche ore: l’uscita nelle sale è prevista per giovedì 9 e tra quelle che lo trasmetteranno ci sarà anche, ovviamente, il MIV di Varese: se volete provare a vederlo con noi, partecipate al nostro concorso.
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