Una mozione per l’Insubria
Il senatore Stefano Candiani interviene sul voto in Svizzera e ha predisposto una mozione da far firmare "a tutti i senatori lombardi delle provincie di confine di sottoscriverla, perché o si impara a fare "lobby" territoriale e a difendere questo territorio, a prescindere dal colore della bandiera o non c'è futuro".
Il senatore Stefano Candiani interviene sul voto in Svizzera e ha predisposto una mozione che presenterà al Senato.
"Che i Ticinesi e gli Svizzeri in generale facciano i propri interessi, beh, mi pare quantomeno normale… – Argomenta Candiani – Quel che non è normale è che gli Italiani e i Lombardi in particolare, non sappiano più fare rispettare i propri interessi!
E così succede che mentre gli Svizzeri decidono di chiudere le frontiere perché (con la disoccupazione al 4%!) hanno paura di quel che, causa la crisi, sarà il domani, dall’altra parte il Governo italiano (con una disoccupazione prossima al 15%!) ha ormai sbragato verso una immigrazione di massa incontrollata"
La mozione di Candiani si rivolge "a tutti i senatori lombardi delle provincie di confine di sottoscriverla, perché o si impara a fare "lobby" territoriale e a difendere questo territorio, a prescindere dal colore della bandiera o non c’è futuro".
MOZIONE
IL SENATO DELLA REPUBBLICA
PREMESSO CHE
Le aree delle Provincie di Varese, Como, Sondrio e Verbano Cusio Ossola di confine con la Svizzera rappresentano ad un tempo situazioni di difficoltà competitiva rispetto ai confinanti territori svizzeri e realtà estremamente importanti quanto a capacità di traino dell’intero sistema economico del Paese.
La crisi economica italiana porta un crescente numero di attività economiche, non solo frontalieri, a varcare la frontiera in cerca di lavoro, e a trasferire la propria attività oltre confine, beneficiando di sistemi fiscali a minor carico, con costo del lavoro più basso e quindi recuperata competitività.
Recentemente la Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Varese ha affrontato il tema dei rapporti economici delle zone di confine attraverso un apposito Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo;
Lo scenario valutato mostra chiaramente che lo spostamento delle attività produttive poco oltre il confine nazionale Italiano non è esclusivamente da ricondurre a temi generali, ma anche ad un quadro politico istituzionale svizzero più stabile, affidabile, e soprattutto alla consolidata presenza di sistemi amministrativi a minore carico burocratico, fiscale e anche a una bolletta energetica molto meno pesante.
Le società svizzere, ad esempio, pagano imposte ad aliquote variabili, a seconda della loro attività e ubicazione, con un carico fiscale che varia tra il 16 e il 25%, e il cuneo fiscale che incide sul costo del lavoro è di più basso di oltre il 25%.
Il Ticino, in questo scenario, è il terzo miglior Cantone della Svizzera (dal punto di vista fiscale) e rappresenta un punto di riferimento per il trasferimento delle attività economiche dei confinanti territori italiani, che sono quindi ulteriormente impoveriti nella propria capacità economica e fiscale.
Per un sempre maggiore numero di attività economiche la Confederazione Elvetica e il Canton Ticino in particolare, oggi rappresentano un territorio rispettoso e premiante per chi ha voglia di lavorare: bassa pressione fiscale ed efficienza del sistema paese, sono una calamita sempre più potente.
Così, anche a causa della crisi, negli ultimi anni l’emigrazione è tornata a crescere. E dall’inizio del 2012 a oggi sono quasi 6 mila gli italiani che hanno ottenuto la residenza in Svizzera, per la maggior parte in Ticino, nei Grigioni e nel Vallese, i cantoni confinanti dove si parla la lingua italiana.
Da anni la Svizzera ha inoltre adottato speciali politiche per attirare investimenti: ne è un esempio il Progetto Copernico, che da solo, dal 1997 al 2012, ha portato 113 aziende italiane in Ticino.
L’analisi dei dati oggettivi dell’attuale difficile situazione economica e sociale fa ritenere quindi quanto mai necessaria l’individuazione di specifici provvedimenti di legge atti a contenere il costante impoverimento economico delle zone di confine della Lombardia con la Svizzera, generato dallo spostamento delle attività economiche oltre confine nazionale, nel territorio svizzero contermine.
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
Impegna il Governo ad attuare un sistema fiscale di compensazione e competitività, per i territori della Lombardia e del Verbano Cusio Ossola di confine con la Svizzera, introducendo norme atte a stabilire uno speciale regime fiscale e amministrativo mitigato e semplificato per le attività economiche, al fine di compensare il divario competitivo esistente.
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