Antifascisti: “Brutto 25 aprile, ma noi continueremo”
Il racconto di un gruppo di persone che hanno inviato una lettera in redazione ricostruendo quanto accaduto durante la manifestazione di venerdì: "Si contestavano gli sgomberi dei mesi scorsi"
«Ma di quale liberazione si riempono la bocca i grigi amministratori del PD? Ore 10. In Piazza Libertà ci sono giovani, anziani, famiglie, associazioni, comitati. Tutti attendono l’arrivo della parte istituzionale che aprirà il corteo del 25 aprile. Ma c’è qualcosa di insolito: è pieno di polizia». È l’esordio di una nota inviata a un gruppo di partecipanti alla manifestazione del 25 aprile a Saronno, quella dove sono avvenuti scontri tra Polizia e un gruppo di Anarchici. La missiva arrivata in redazione è firmata semplicemente "Alcuni antifascisti presenti al corteo"
Ecco una parte della loro ricostruzione: «Ma cosa deve succedere a Saronno, il 25 aprile 2014, da scomodare una tale presenza, organizzazione e spesa? All’arrivo delle "autorità", ci si accorge subito che quest’anno non sono presenti i politici della Lega -che gli ultimi anni di pressioni e contestazioni siano serviti a qualcosa?- e il corteo parte, banda musicale e gonfaloni in testa. Circa 250 persone in tutto, cominciano il tragitto verso il monumento ai caduti, dove si terranno "i discorsi" e la deposizione delle corone di fiori. Ci sono un paio di striscioni: uno con la scritta "Liber-azione diretta!" e l’altro contro la presenza di Forza Nuova in città».
E ancora: «Ecco uno dei motivi per cui il sindaco Porro verrà contestato durante il discorso… Ah già! Non l’avevamo ancora detto ma tutti sanno che ci sarà una contestazione, perché è stata addirittura annunciata diverso tempo prima con volantinaggi e pubblicazione su internet. Il corteo prosegue dunque fra cori, slogan e canzoni, molti dei quali esprimono rabbia nei confronti delle gravi responsabilità dell’amministrazione comunale». Le responsabilità, secondo i firmatari sono da ricercare nei vari sgomberi avvenuti nei mesi scorsi, dall’ex Macello al taglio dell’acqua dello stesso stabile.
Il racconto prosegue con la ricostruzione da parte degli antifascisti, con la polizia che, secondo loro, sarebbe colpevole di aver reagito in maniera spoporzionata alle contestazioni del corteo. «Finito il discorso del sindaco, finita la contestazione. Ripiegano le squadracce della polizia sulle loro camionette. Saronno viene riassorbita nel grigio quotidiano. È ora di pranzo. Ma chissà che per qualcuno di questi amministratori, funzionari, soldatini, cortigiani, speculatori e manovratori, il boccone di oggi non risulti un po’ più amaro del solito. Questa la cronaca e il racconto di ciò che abbiamo visto e vissuto. Siamo arrabbiati, siamo un po’ ammaccati, ma non ci scoraggiamo. La nostra resistenza è ogni giorno, nelle strade, nelle case, nel posto di lavoro, nella scuola. Pur credendo fortemente nel valore della memoria, osserviamo e studiamo l’ingiustizia nello stato di cose presente e non solo sui libri di storia. Non ci servono fasce tricolori o giorni sacri da santificare. Lasciamo il macabro spettacolo della ricorrenza ai suoi attori designati, adoperandoci piuttosto per sovvertirlo. La nostra liberazione è il sogno eretico della comunità umana».
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