La crisi e l’emergenza vanno comunicati bene
Anso e da Capoluogo.it. Il, quotidiano online de L'Aquila, in occasione dei cinque anni dal tragico terremoto del 2009 ha organizzato due giorni di incontri e dibattiti per approfondire temi importanti legati all'informazione
Come deve comportarsi un giornale di fronte all’emergenza? Cosa deve fare il giornalista per affrrontare al meglio la situazione? Come trattare le informazioni? Questi e tanti altri argomenti sono stati affrontati durante la due giorni organizzati da Anso e da Capoluogo.it nel fine settimana del 4, 5 e 6 aprile. Date scelte non a caso: l’associazione nazionale stampa online e il quotidiano della città diretto da Roberta Galeotti (che ha anche festeggiato il decennale) infatti, hanno voluto trattare tematiche legate all’informazione ma anche riaccendere i riflettori sulla città di L’Aquila a cinque anni dal tragico terremoto del 2009. Occcasione che ha permesso ai giornalisti accrediti di visitare la città e la "zona rossa", ancora gravemente colpita dal terremoto che nella notte del 2009 ha provocando 309 morti, 1500 feriti e 65mila sfollati.
Una città bellissima ma profondamente ferita che, solo oggi, vede accenni di ricostruzione e dove c’è ancora tanto da fare. Una situazione da conoscere ma sopratutto da non dimenticare perchè in quelle case, oggi "impacchettate" e distrutte, vivevano persone che chiedono risposte concrete. Argomenti che nella due giorni di incontri sono stati toccati grazie ai tanti racconti degli aquilani che, nonostante tutto, continuano ad amare la loro città. Girare nella "zona rossa" infatti, svela un centro storico affascinamante ma ormai fantastasma. Un pugno nello stomaco che difficilmente si dimentica. Riaccendere i riflettori è quindi un atto dovuto per chi si occupa di informazione ma è importante anche capire il ruolo dei media prima e durante un’emergenza.
Il primo panel di "Sos24" si è aperto proprio su questi temi: come si deve comportare un giornale, una televisione, una radio, un quotidiano on line prima della tragedia? Se ne è parlato con Roberto Tallei (SkyTG24), Paolo Poggio (Rainews24), Luca Cari (Uff. stampa vvff), Alessia Guerrieri (Avvenire), Sabina Castelfranco (CBS/Al Jazeera) e Angela Ciano (Soprintendenza Beni Culturali) che hanno portato la loro testimonianza di inviati sul territorio di L’Aquila a poche ore dal terremoto. Incontro che ha sottolineato l’importanza di un’informazione corretta durante l’emergenza, per i cittadini e non solo.
Sopratutto i media locali online, in casi di emergenza o di rischio, possono fare la differenza. Se ne è discuscco durante il dibattito che ha visto come protagonisti Stefano De Nicolo (Youreporter.it), Franco Avallone (Il Ttempo), Giustino Parisse (Il Centro), Claudio Fazi (Il Messaggero), Giosafat Capulli (TvUno), Giovacchino D’Annibale (Rl1 Radiolaquila1), Giorgio Fanciulli (Giglionews.it), Matteo Rainisio (Genova24.it), Elena Di Dio (Blogsicilia.it) e Roberta Galeotti (ilCapoluogo.it).
Sono le testate locali online infatti, ad avere contatti, rapporti e legami con il territorio che permettendo un’informazione tempestiva che viaggia in rete e che gli permette di diventare la principale fonte d’informazione per altri media nazionali, per la popolazione e, in alcuni casi, per le stesse istituazioni. Fenomeno che si moltiplica se si pensa all’utilizzo dei social network: bastapensare a facebook e twitter e al grande utilizzo della popolazione per cercare notizie. Quest’ultime devono sempre essere verificate perchè, se la condivisione è rapita non sempre può essere corretta.
Il tema dell’ informazione durante l’emergenza che è stato ripreso anche durante la seconda giornata del convegno che ha visto la presenza di Franco Gabrielli (Capo Dip. Protezione Civile), Paolo Teti (A.D. ANCITEL), Betto Liberati (Presidente ANSO), Luciano D’Amico (Rettore Università di Teramo), Stefano Pallotta (Presidente ODG Abruzzo), Antonio Ragonesi (Resp. Prot. Civile ANCI), Pierluigi Caputi (Direttore Prot. Civ. Abruzzo) per un dibattito moderatore da Marco Giovannelli (direttore di VareseNews). In particolare, l’incontro è iniziato da una domanda di Betto Liberati: I giornali online hanno un’enorme responsabilità data dal fatto che devono validare o meno determinate informazioni. Quali sono le guide etiche e tecniche dei comportamenti da tenere? Il presidente di Anso ha quindi presentato un progetto, in collaborazione con Ancitel, che prevede la dotazione di infrastrutture tecnologiche ai quotidiani online per permettere un’informazione d’emergenza corretta, rapita e ufficiale. Una filiera dell’informazione dell’emergenza cooridinata con la protezione civile e che arrivi ai sindaci tramite l’Ancitel. Luciano D’Amico, Rettore dell’ Università di Teramo ha invece spiegato che nella facoltà di comunicazione dell’istituto è nato il primo corso dedicato all’informazione d’emergenza. L’incontro ha visto come protagonista anche Franco Grabrielli che ha parlato di informazione e situazione d’emergenza ma partendo da un diverso punto di vista. "Il punto di partenza sono due parole: fiducia e responsabilità" ha spiegato Gabrielli. Elementi che si rispecchiano in una percorso d’informazione d’emergenza coordinato e non slegato dall’organizzazione quotidiana della Protezione Civile e delle istituzioni.
In punto della situazione su quanto è stato fatto e su quello che ancora c´è da fare è stato invece affrontato nel dibattito che ha visto Giovanni Legnini (Sottosegretario MEF), Gianni Chiodi (Presidente Regione Abruzzo), Massimo Cialente (Sindaco L´Aquila), Carlo Buttaroni (Presidente Technè), Nicola Cianci (Resp. Prot Civile Centro Sud ANA), Carlo Frutti (Coordinatore Comitato L’Aquila 2015) e Antonello Capurso (Tg4, Mediaset).
Nella notte di sabato gli aquilani hanno organizzato una lunga fiaccolata per le vie della città, a cinque anni dal terremoto della notte del 6 aprile 2009.
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