Responsabilità e controllo, per combattere le mafie

Il magistrato Raffaele Cantone è stato ospite dell'assemblea di istituto del liceo Cairoli. Accanto a lui il Governatore Maroni e le massime autorità cittadine

Mafia, corruzione e legalità. Sono i temi che gli studenti del liceo classico Cairoli di VareseMafia, corruzione e legalità. Sono i temi che gli studenti del liceo classico Cairoli di Varese hanno affrontato questa mattina, giovedì 2 aprile, in assemblea d’istituto. Sul palco del teatro Apollonio con la scenografia griffata Missoni che ha concesso alcune poltroncine, si sono accomodati alcune autorità istituzionali, personalità che si occupano del sistema paese.

Ospite d’onore il dr Raffaele Cantone, 50 anni, magistrato napoletano che si è occupato di alcuni tra i casi più scottanti della criminalità organizzata, come quello dei Casalesi. Recentemente è stato nominato Presiente dell’Authority anticorruzione. Un’esperienza in prima linea che i ragazzi hanno ascoltato in silenzio. Accanto a lui, il governatore Roberto Maroni, più volte ricordato dallo stesso magistrato per l’azione in qualità di Ministro dell’Interno, il presidente del Tribunale di Varese Vito Piglionica, il prefetto Giorgio Zanzi, il questore Francesco Messina e i rappresentanti delle forze dell’ordine.
 
Il magistrato ha fatto un discorso ampio partendo dalla considerazione dell’abuso che si fa del termine “legalità”: «Molto meglio parlare di responsabilità, un impegno che ci riguarda tutti e coinvolge ciascuno nella propria sfera – ammonisce Cantone – È importante anche la conoscenza, sapere cosa sta dietro al mercato della droga, per esempio. Un semplice spinello è comunque uno strumento che va a ingrossare le finanze della malavita organizzata. Una griffe falsa: anche in questo caso dovete sapere che alimenta il bilancio della mafia».
 
Poi il magistrato ha spiegato i volti diversi delle mafie, i sistemi che mutano a seconda delle latitudini e dei territorio: « Se nel Meridione si identificano anche e soprattutto per la violenza dei modi, in altre parti si insinuano nel tessuto economico distruggendolo dall’interno perchè condannano i concorrenti onesti che non hanno facilitazioni e fiumi di denaro come loro. Sono in giacca e cravatta, utilizzano metodi comuni ma falsano il sistema. Bisogna stare in guardia, alzare le protezioni finchè si è in tempo».
Da tempo, il nostro territorio ormai non è più immune dalle ingerenze mafiose. 
 



Il discorso procede in tono generico:
nessun cenno alle connivenze con la politica, nessun aggancio con le indagini che la procura di Busto ha avviato negli ultimi anni.

 «La corruzione è un sistema veloce per raggiungere l’obiettivo – ha ricordato Cantone – è un metodo diffuso che danneggia la libera concorrenza e la meritocrazia. A livello internazionale, il nostro paese ha una pessima fama, viaggia al 60esimo posto proprio perchè il sistema delle bustarelle e della raccomandazione è così diffuso. Per questo gli investitori stranieri non si avvicinano, non portano i capitali. Per reagire occorre investire nel controllo, parola chiave su cui investire per costruire il futuro. Occorre trasparenza, si deve dire con estrema sincerità ai cittadini dove vanno a finire i loro soldi. Spesso, invece, si trovano bilanci di aziende pubbliche così oscure che nemmeno i tecnici riescono a decifrarli».
 
E sul tema della trasparenza il Governatore Maroni prende la parola ricordando il protocollo sottoscritto per tutelare Expo e i suoi investimenti miliardari: « Il controllo è necessario ma non è sufficiente se non si lavora per elevare la cultura della legalità perchè la mafia si trasforma e si adegua a ogni innovazione».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Aprile 2014
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