I lavoratori della Cic dal prefetto, a rischio 62 posti di lavoro
I sindacati edili di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro con la proprietà che nel frattempo è in Australia. «Se non ci danno risposte in tempi brevi questi lavoratori rischiano il posto e anche la cassa integrazione»
«Non sappiamo cosa fare». C’è più un sentimento di incertezza che di rabbia nelle parole di Vincenzo, uno dei 62 dipendenti della C.i.c spa (Compagnia italiana costruzioni) riuniti davanti alla Prefettura di Varese in attesa che i rappresentanti sindacali vengano ricevuti dal prefetto Giorgio Zanzi. Oggi scadeva l’ultimo giorno di lavoro sul cantiere della Pedelombarda, ma a partire da domani questi lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro anche perché la società è in liquidazione volontaria. «È da dieci giorni che aspettiamo una convocazione da parte della proprietà che non ha mai risposto alle nostre sollecitazioni – commentano i sindacati edili di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil -. Sappiamo che l’azionista di maggioranza, Luigi Sordi, si trova in Australia. Speriamo che il prefetto sblocchi questa situazione».
In realtà ad inizio d’anno qualche segnale premonitore c’era stato, quando la società aveva rinnovato i contratti di assicurazione per i mezzi in attività nei cantieri solo fino a giugno e non per tutto l’anno come avveniva di solito.
La C.i.c spa di Biandronno è una delle imprese edìli più importanti del territorio, esiste dal 1929, ha un fatturato di circa 12 milioni di euro ed è una delle poche aziende in Italia ad avere autorizzazioni per lavorazioni speciali, come la costruzione di piste aeroportuali, al pari dei big del settore, quali Impregilo e Ingegner Salini. Tra i suoi clienti ci sono gli aeroporti di Brindisi, Napoli, Linate e Malpensa, la Società Autostrade, le province di Milano, Novara e Varese. In passato il suo azionista di minoranza, Sergio Bresciani, era stato anche presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili).
Il timore dei sindacati (foto a destra) è che la proprietà cessi l’attività perché in questo caso i lavoratori, che sono già in cassa integrazione per crisi (non ancora autorizzata), per effetto della legge Fornero perderebbero anche il beneficio dell’ammortizzatore sociale.
Il prefetto Zanzi ha ribadito ai sindacati il suo impegno nel limite delle sue possibilità, facendosi parte attiva nel tavolo con la proprietà. Nel frattempo, il liquidatore della Cic spa ha convocato in giornata i sindacati nel deposito mezzi dell’azienda.
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