“Il wi-fi ancora non si vede, cambiamo strategia”

Il Movimento 5 Stelle solleva la questione della rete wi-fi libero, che era nel programma del centrosinistra ma ancora non è stata attivata. "Cerchiamo di coinvolgere i commercianti e i privati cittadini"

Che fine ha fatto il wi-fi a Gallarate? Era uno dei punti messi più in vista nel programma del centrosinistra e adesso – a tre anni dalle elezioni – è il Movimento 5 Stelle Gallarate a sollecitare l’amministrazione comunale e a chiedere a che punto sia il progetto di connessione senza fili a disposizione gratuitamente dei cittadini. «Sui giornali di tre anni fa, l’assessore all’innovazione tecnologica Angelo Bruno Protasoni (PD), annunciava a gran voce che l’amministrazione comunale per il Santo Natale del 2011 avrebbe regalato questa tecnologia in centro città, coadiuvata da InternetOnE, e secondo l’ingegner Paolo Stagni (New Elettric) il servizio si sarebbe presto esteso a tutto il territorio». I "grillini" ricordano che in origine era prevista l’installazione di diversi hotspot per il servizio, che avrebbero sfruttato i ripetitori della rete di videosorveglianza. «A quanto ci è stato riferito però, sembra che tale rete non si possa realizzare utilizzando solamente gli edifici pubblici di Gallarate, perché gli hotspot non potrebbero comunicare tra di loro».
Niente wi-fi libero, a Gallarate, questo è sicuro, tanto che i "grillini" sfoderano anche un curioso riferimento sarcastico («Ci si conceda una battuta: forse la rete fa paura?»). Il Movimento 5 Stelle avanza una strategia alternativa, puntando ad «aggirare il problema», «coinvolgendo i commercianti, e perché no, anche i cittadini»: «I privati potrebbero essere incentivati ad installare gli hotspot, cosa ancora più allettante per i commercianti, che potrebbero approfittare di inserzioni pubblicitarie dell’attività commerciale, forme di patrocinio e sponsorizzazione». Secondo il Movimento 5 Stelle l’attivazione del wi-fi consentirebbe «una serie di facilitazioni» nell’accesso ai servizi in generale, dal trasporto pubblico agli uffici pubblici non solo comunali.
Al di là dei servizi, comunque, il M5S ritiene che si debba partire dalle «zone d’interesse turistico, passando poi a quelle che coincidono con i luoghi di ritrovo dei giovani, che ne sono i maggiori fruitori». E segnalano l’esempio della vicina Cassano Magnago dove è stata disegnata una rete hotspot Wi-Fi al parco della Magana e a San Giulio. Anche a Varese il wi-fi si sta allargando, mentre a Busto Arsizio siamo ancora alle proposte.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Maggio 2014
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