Nuovo trasferimento per i profughi, da Verghera al confine con San Macario
Vivono da mesi in paese, ma ogni volta il loro spostamento crea preoccupazioni, anche perchè ci sono poche informazioni. L'amministrazione accusa: "Trasferiti di notte". La cooperativa Oasi del Rifugiato: "Non è vero, trattati con dignità"
Si sono trasferiti con il buio, nell’arco di tre sere, a piedi. Sono i profughi alloggiati a Samarate, alle prese con nuovi trasferimenti, a cui rispondono le lamentele dei residenti. I profughi vengono "gestiti" dalla Cooperativa Oasi del Rifugiato, che li aveva originariamente sistemati in via 5 Giornate a Verghera. La nuova destinazione di un gruppo di profughi è una villetta di via Ollearo, strada sterrata (nella foto sopra, d’archivio) a metà tra il centro di Samarate e la frazione di San Macario. Il (nuovo) trasferimento è stato notificato anche al Comune: «Siamo stati avvertiti da pochi giorni dalla Prefettura – spiega l’assessore alla sicurezza Enrico Puricelli – e ci siamo trovati a gestire le preoccupazioni dei cittadini». Già qualche mese fa si era ripetuta la stessa cosa, di fronte all’ipotesi di trasferimento in una zona vicino a via Torino e prima ancora, ai tempi dell’affitto di case nel complesso ex-Alceste Pasta. Anche dalle file dell’amministrazione viene riproposto più di un dubbio anche sulle modalità della gestione da parte della coop L’Oasi del Rifugiato. «Per tre sere ho visto i ragazzi che si trasferivano a piedi dopo il buio, ieri addirittura li ho visti mentre si muovevano con i materassi in testa da via Cinque Giornate. Di preciso non sappiamo neppure quanti siano, sono in parte africani, in parte afghani, siriani» dice ancora Puricelli.
«Non è vero, vengono trattati con dignità, trasferiti con i furgoni della cooperativa, in quattro giorni, non dobbiamo nascondere» ribatte Roberto Garavello, referente della Cooperativa Oasi del Rifugiato. «Tutti i movimenti vengono comunicati alle autorità e alla Prefettura come previsto, altro che materassi in testa». I profughi sono arrivati il 25 aprile scorso, da 70-80 nel momento di massimo picco sono scesi oggi a 20-30: «Non è vero che la palazzina di via 5 Giornate era priva di riscaldamento, semplicemente era troppo grande per il numero di persone». Garavello difende in toto la gestione dei rifugiati: «Non c’è stata una sola lamentela specifica o segnalazione sul comportamento dei rifugiati. Mangiano al circolo di Verghera e abbiamo una costante collaborazione e confronto con Exodus, ma anche con Caritas di Samarate». La stessa Oasi del Rifugiato gestisce anche i centri di Busto Arsizio, Gallarate (in centro), Somma Lombardo: «L’Asl controlla costantemente i rifugiati, non ci sono mai stati problemi sanitari. Abbiamo avviato anche un corso d’italiano»
Se la cooperativa rimarca gli aspetti positivi, anche altre voci chiedono più informazione sui trasferimenti. «Questo continuo rifiuto da parte della popolazione è dovuto anche alla mancanza di informazioni chiare da parte del Ministero» dice Eliseo Sanfelice, consigliere comunale d’opposizione. «Il dialogo è la base dell’accettazione di chi è diverso, questa mancanza di comunicazione è deleteria». Lo stesso Sanfelice ricorda che il consiglio comunale aveva chiesto che Prefettura e gestori delle case per rifugiati riferissero le decisioni sui profughi anche all’assemblea civica.
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