Manutenzioni e costi gonfiati, in ospedale da 10 anni vinceva sempre la stessa impresa
Emergono i primi particolari sull'indagine condotta dalla Procura di Busto: grazie a bandi di gara su misura la manutenzione era affidata sempre alla stessa impresa che avrebbe gonfiato i costi in maniera sistematica
Da dieci anni era sempre la stessa società ad aggiudicarsi la manutenzione dei dispositivi medici dell’ospedale di Gallarate. Grazie ad un bando "su misura" attraverso il quale l’azienda poteva assicurarsi un regime di monopolio tale da permettergli di poter fare un po’ quello che voleva, gonfiando i costi a proprio piacimento. Su questo e su altri aspetti starebbe indagando il sostituto procuratore bustocco Luigi Furno che ha aperto un fascicolo sugli appalti all’interno dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate e ha disposto la perquisizione degli uffici dell’amministrazione ospedaliera concotta dagli uomini della Guardia di Finanza del comando di Gallarate.
L’azienda finita sotto la lente di ingrandimento della Procura, inoltre, avrebbe anche gonfiato i valori dei macchinari in dotazione all’ospedale gonfiando anche i costi della manutenzione. I primi ricontri di questo "sistema" (si parla di appalti per milioni di euro, ndr) per gonfiare i costi sarebbe già emerso da un controllo a campione sul materiale sequestrato. L’impresa aggiudicataria, secondo quanto starebbe emergendo, avrebbe anche inserito, nelle liste del materiale da manutenere, dispositivi medicali che non erano più presenti all’interno della struttura da tempo, aumentando ulteriormente i costi per l’azienda ospedaliera.
Le verifiche in atto (mentre scriviamo sono ancora in corso le perquisizioni, ndr) proseguiranno anche nei prossimi giorni e settimane. Ci vorrà tempo, infatti, per gli inquirenti che dovranno ricostruire gli ultimi dieci anni di storia delle manutenzioni all’interno della struttura ospedaliera della città dei due galli. In questi anni solo una volta la gara è stata vinta da una società diversa che, però, avrebbe appaltato subito dopo il lavoro alla stessa azienda che ha dominato i bandi negli anni precedenti e successivi. L’azienda, creata solo 15 giorni prima della gara d’appalto, avrebbe poi ceduto all’azienda subappaltante il ramo d’azienda. Circostanza, anche questa, che ha fatto drizzare le antenne degli inquirenti.
Per il momento il registro degli indagati rimane ancora senza nomi in attesa di ricostruire le responsabilità, negli anni, che hanno portato a questa situazione. La stessa Azienda Ospedaliera, nei giorni scorsi, ha avviato un audit interno per verificare i fatti e le risultanze sembrerebbero essere in linea con quanto scoperto dalla Procura.
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