Apre al traffico l’A36, Maroni: “Pedaggio? Durante Expo paga la Regione”
Taglio del nastro nell'area di servizio di Mozzate per il primo tratto dell'autostrada tra Cassano Magnago e Lomazzo. Il governatore: "Stiamo trattando con i privati per assicurare la gratuità fino alla fine dell'esposizione"
Anche il primo tratto di Pedemontana ha aperto i battenti oggi, lunedì, dopo l’inaugurazione della tangenziale di Varese avvenuta sabato. Anche questa volta il presidente lombardo Roberto Maroni ha voluto essere presente per ribadire che «Pedemontana e tangenziale di Varese non saranno a pedaggio per tutto il periodo di Expo» e per aprire alla possibilità che anche la tangenziale di Como, che verrà inaugurata ad aprile, potrebbe essere gratuita durante lo stesso periodo. Da oggi a maggio sarà comunque gratuita ma non ne risponderà la Regione in quanto Pedemontana non ha ancora approntato il sistema di esazione del pedaggio, il cosiddetto free flow senza caselli che è stato approvato solo due giorni fa. Il presidente, davanti alla pretesa della società che gestisce l’autostrada di essere indennizzata per 20 milioni di mancati introiti a partire da maggio, ha anche sottolineato che «ci sono dei soldi in ballo ma sono ottimista per una buona conclusione della trattativa con i soggetti privati».
L’A36 – Quello che apre oggi è il tratto di autostrada A36, lungo 14 km e che collega l’A8, dallo svincolo di Cassano Magnago, all’A9 all’altezza di Lomazzo. Lungo il suo percorso sono presenti gli svincoli di Solbiate Olona, Mozzate e Cislago e un’area di servizio all’altezza di Mozzate. Il percorso si sviluppa in trincea per 5,5 km, in rilevato per 5,2 km e in galleria artificiale per 3 km. «Un’opera di grande ingegneria – come l’ha definita l’ingegner Meistro di Pedelombarda – che ha impegnato quasi 7 mila lavoratori, 720 imprese e 5500 macchinari». La sua apertura permetterà, comunque, di sgravare il grande svincolo A8-A9 all’altezza di Lainate, da una parte del traffico. Il presidente di Cal Vincenzo Pozzi ha anche annunciato che il secondo tratto tra Lomazzo e l’innesto con la Milano-Meda verrà concluso entro aprile (non senza un certo stupore dello stesso Maroni, ndr) e sempre ad aprile-maggio sarà inaugurata anche la tangenziale di Como. Per il completamento dell’opera fino a Bergamo bisognerà andare oltre 2018.
I COSTI – Il costo complessivo delle due tangenziali e del primo lotto di Pedemontana è di 930 milioni di euro dei quali 300 di contributo pubblico, 400 da Serravalle. L’amministratore delegato di Pedemontana Marzio Agnoloni ha voluto ricordare, anche in questa occasione, come sia urgente l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti: «E’ intervenuta per la Brebemi, per la Tangenziale esterna di Milano e deve farlo anche per Pedemontana – ha detto – perchè si tratta di un’opera strategica». Parole che sottindendono la latitanza, ancora, dei privati nella realizzazione di questa importante opera. Il mancato introito del pedaggio, quindi, dovrà per forza essere ripianato da Regione Lombardia anche se – come ha dichiarato il presidente di pedemontana Salvatore Lombardo – questo primo periodo gratuito servirà a far abituare gli automobilisti ai vantaggi di questa nuova autostrada». Lo stesso Lombardo ha snocciolato anche un dato interessante sul numero di auto che stanno già usufruendo della nuova tangenziale: «I primi dati parlano di 2000 mezzi all’ora, un dato che fa capire quanto fosse importante per la viabilità locale».
LE COMPENSAZIONI – Il sindaco di Mozzate Luigi Monza non ha mancato di esprimere le proprie critiche rispetto agli svantaggi subiti dai suoi cittadini e da quelli dei comuni limitrofi: «Chiedo qualcosa di più di una semplice compensazione – ha detto Monza – abbiamo subito gli espropri, i cantieri e ora il traffico. In attesa dei vantaggi, che ancora non vedremo per molto tempo, è importante che si tenga conto di tutto questo». A lui ha risposto direttamente il presidente Maroni: «Siamo pronti ad ascoltare la voce di tutti gli amministratori locali perchè la loro voce vale quanto quella del sindaco di Varese o del presidente della Provincia».
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