Quindici anni di denunce inascoltate
Il professor Cherubino è da tempo che solleva il problema delle carenze dell'ospedale di Varese, un polo di eccellenza, impoverito per "una precisa decisione politica"
Lo aveva detto. E ripetuto, e ribadito ancora. Tante denunce cadute sempre nel nulla: « Ero una voce nel deserto… e oggi, purtroppo, ci si accorge che avevo ragione».
Paolo Cherubino, primario della clinica ortopedica del Circolo, ormai ha perso il conto ( ma ha tutto archiviato) delle lettere di denuncia inviate alla direzione aziendale ma anche alla Regione per lamentare una situazione assistenziale al limite: « Sin dalle fasi di progettazione del monoblocco, da cui l’università fu esclusa – ricorda Cherubino, allora Preside della Facoltà di Medicina – era evidente che l’ospedale non avrebbe potuto garantire il suo livello di eccellenza, sia come accoglienza sia come struttura accademica. Non c’erano gli spazi per la didattica, per permettere agli studenti e agli specializzandi di praticare la medicina. Non c’erano nemmeno infermieri a sufficienza. Ogni volta era una rinuncia, una diminuzione: a ogni estate, a ogni gravidanza, a ogni cambiamento si perdevano risorse per sempre».
Le dimissioni del professor Cherubino da preside di facoltà in contrasto con l’ospedale
« È stata una precisa decisione politica: la Regione non si è minimamente interessata di Varese e del suo declino – commenta con amarezza Cherubino – E io mi chiedo ancora come sia stato possibile e come sia possibile assistere a questo declino con tutti i rappresentanti varesini che siedono a palazzo: dal Governatore, al Presidente del Consiglio, anche il Presidente della Commissione sanità è varesino. Eppure, il Circolo continua a soffrire e nessuno trova la soluzione. Si punta il dito contro il pronto soccorso quando sono tutti i reparti che soffrono».
La denuncia fatta dal Vedani nel 2006 sulla diminuzione di posti letto
Un’analisi recentemente fatta anche dal Presidente del Collegio infermieristico locale Filippini che sottolineava lo spirito di abnegazione con cui si lavora in corsie sempre affollate e con pazienti altamente complessi.
« Ora si dovrebbe anche far loro un applauso perché sono riusciti a risparmiare? – si chiede il primario ortopedico – ma a fronte di quale risultato? In questo ospedale occorrerebbe almeno un terzo dei posti letto in più e camere per la lungo degenza. Cuasso, Luino, Cittiglio: che senso ha duplicare i servizi quando poi la maggior parte dei pazienti vuole venire a Varese?»
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