Il delirio di Pegoraro (e non solo) nero su bianco
La lettera che l'ex-vigile di Cardano al Campo fece ritrovare dopo aver sparato al sindaco di Cardano al Campo Laura Prati e al sui vice Iametti
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Un delirio scritto nero su bianco, in alto il titolo “Manifesto – Avviso”, un testo che per una parte accusa”l’intellighenzia comunista ladra di Catanzaro al Campo” (così chiama il paese in cui ha vissuto e lavorato come agente di Polizia Locale) che vuole ripulire, dall’altra avvisa i cittadini della sua intenzione di prendere in ostaggio tutta Cardano “per tre giorni e tre notti coprifuoco totale, possono circolare solo i bambini fino a 8 anni, i maggiori saranno abbattuti perchè considerati spie o messaggeri”. Pegoraro promette un colpo per tutti “one shot one kill” scrive e prosegue “sparo nel mucchio a partire da chi porta occhiali da sole, non voglio vedere giornalisti (tranne Filippo Facci)”, se la prende con la collega della Prealpina Sara Crespi. Così scriveva nella rivendicazione ritrovata dagli agenti nella sua auto quel maledetto 2 luglio del 2013, un foglio a4 nel quale aveva dato la sua spiegazione alla follia omicidiaria di quella giornata che sarebbe dovuta finire con la sua morte.
Pegoraro intima di disarmare la Guardia di Finanza, scrive una sequela di frasi che abbiamo letto molto spesso sui social network e ricorda molto da vicino il profilo di Claudio Giardiello, l’uomo che ha sparato e ucciso nel tribunale di Milano qualche giorno fa: “Lerci komunisti di merda, avete finito di fare i froci col culo e i soldi degli altri – Mps docet – popolo ribellati, rivolta fiscale, ferro e fuoco per i ladri di Stato! Se toccano la tua casa brucia iniquitalia, brucia la banca, compra solo made in Italy”. L’astio nei confronti della giustizia è la motivazione più forte che lo muove nel suo delirio, scritto prima di mettere in atto il suo piano contro la sindaca Laura Prati e il suo vice Costantino Iametti, e cita l’allora presidente della sezione penale del Tribunale di Busto Arsizio (oggi giudice in Cassazione, ndr) Adet Toni Novik e il procuratore aggiunto milanese Ilda Bocassini.
Pegoraro voleva fare come Rambo e lo scrive anche: “Farò come Rambo, verrò io a cercarvi kazzo!”. Questo è il retropensiero di un tentativo di strage
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