Lavoro e identità. La Cgil si interroga
Lunedì 22 giugno alle Ville Ponti la Camera del Lavoro cittadina chiamerà 365 delegate e delegati per la conferenza di organizzazione

Contrattare per includere, partecipare per contare, questi i temi che la Cgil in tutto il paese discute in queste settimane nella conferenza di organizzazione. Lunedì 22 giugno, a Varese presso le Ville Ponti, dalle ore 9 la Camera del Lavoro cittadina chiamerà 365 delegate e delegati rappresentativi del mondo del lavoro, delle pensionati, del sistema dei servizi, al confronto.
«Di fronte ai profondi e radicali mutamenti del mondo del lavoro e della società – dice Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil – occorre ripensare al modo di fare sindacato. La Cgil, a partire dai territori con la conferenza di organizzazione si pone l’obiettivo di rafforzare la propria rappresentanza nei luoghi di lavoro e la capacità di tutelare gli interessi generali».
Cambia il lavoro, dunque, cambia la Cgil. Nella conferenza si parlerà di contrattazione inclusiva, di democrazia e partecipazione, della attività nella provincia di Varese e nelle strutture, per renderle più vicine ai lavoratori, ai pensionati. Al contempo si affronteranno i temi legati all’identità.
Mentre prepara la conferenza di organizzazione la Cgil lancia l’idea di un “nuovo statuto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, con l’obiettivo di ricostruire il diritto del lavoro dopo i danni determinati dalle scelte del governo, affermando i diritti universali per tutte le lavoratrici e i lavoratori.
«La crisi ha duramente colpito la nostra provincia – continua Colombo – più di altre nel territorio lombardo, tanto che il tasso di incidenza della cassa integrazione sulla popolazione occupata è del 5,5% a fronte della media regionale del 3% ed il tasso di disoccupazione è dell’ 8,3%. Ancor più preoccupante il tasso di disoccupazione giovanile: nel concreto un giovane su tre è disoccupato. C’è una grande preoccupazione per le numerose crisi aziendali aperte nella nostra provincia, anche perché rispetto agli ammortizzatori sociali i provvedimenti del governo determinano una riduzione complessiva delle tutele. Per queste ragioni, anche a Varese, dobbiamo rilanciare la nostra azione sui temi del lavoro e della difesa dei diritti, continuando la mobilitazione contro la cancellazione dell’articolo 18 prevista dal jobs act. Occorrerà riconquistare attraverso la contrattazione anche per i giovani assunti con contratto a tutele crescenti la pienezza dei diritti e la tutela reale in caso di licenziamento ingiustificato».
La Camera del Lavoro di Varese ha scelto di sviluppare un attento esame delle proprie azioni, misurandone valori, efficacia, difficoltà e coerenza. Altresì, costruendo insieme ai propri iscritti, alle lavoratrici, ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani, ai precari, il programma di lavoro da mettere in campo nei prossimi mesi.
«Rappresentare e difendere i loro diritti è la missione della Cgil – conclude Colombo – soprattutto in questa fase di forte attacco ai corpi intermedi e al sindacato confederale. Per questo la Cgil di Varese intende con determinazione continuare a svolgere il proprio ruolo, migliorando la propria azione sia attraverso la difesa dei diritti e la contrattazione, sia potenziando il proprio sistema di tutele individuali e collettive attraverso i servizi».
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