Fermata la banda della cocaina italo-domenicana
Un anno di indagini della Finanza di Malpensa, partite ad agosto 2014 dall'arresto di un corriere di basso livello. Due spedizioni intercettate a Fiumicino, altri arresti nel Veneto. Tra i corrieri anche un gallaratese
Otto arresti in giro per l’Italia, grazie ad una lunga indagine della Guardia di Finanza di Malpensa, che si è sviluppata tra Malpensa, Fiumicino e il Veneto. Spesso le fiamme gialle di Malpensa arrestano singoli corrieri della droga: scatta il sequestro dello stupefacente e scattano le manette, ma l’indagine prosegue, per cercare connessioni, fornitori, reti di spaccio in Italia. In questo caso, l’indagine degli uomini comandati dal Tenente Colonnello Giuseppe Bua hanno richiesto un anno, ma hanno consentito di individuare un’organizzazione italo-domenicana ramificata, che si muoveva tra più scali e più Regioni.
L’operazione è partita dall’arresto, effettuato nell’agosto del 2014, di un cittadino italiano, O.G. di 57 anni, “pizzicato” ai controlli a Malpensa con 6,750 kg di cocaina nel bagaglio. Il corriere proveniva da La Romana (Santo Domingo), uno scalo considerato ad “alto rischio” per quanto concerne il traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Lo scarso profilo criminale del fermato ed il sofisticato metodo di occultamento adottato inducevano da subito gli investigatori a pensare di trovarsi davanti ad un cosiddetto “mulo”: una persona considerata non in grado di portare autonomamente a termine una così complessa attività criminale (e con così alte quantità). La Procura di Busto Arsizio nella persona della Dottoressa Raffaella Zappatini ha autorizzato così nuove indagini che hanno svelato i “contorni” del sodalizio criminale che muoveva le fila del traffico. In parallelo, nell’intento di acquisire quante più informazioni possibili, i militari della Guardia di Finanza di Malpensa hanno iniziato pedinamenti e controlli per ricostruire i ruoli di ogni personaggio in seno all’organizzazione criminale.
La banda è risultata operare principalmente nel Veneto, ma con ramificazioni estese anche nel resto del territorio nazionale ed essere connotata da elementi di estrema pericolosità. Le indagini hanno man mano risalito l’intera filiera locale e hanno consentito – partendo dai corrieri – di trovare prove a carico di una decina di persone, alcune delle quali unite tra di loro da legami affettivi. È emerso, tra l’altro, un considerevole flusso di comunicazioni tra l’Italia e la Repubblica Dominicana, luogo da dove partivano tutte le spedizioni di sostanza stupefacente intercettate. Durante le indagini sono stati, inoltre, accertati sei tentativi di importazione di cocaina, per un totale di Kg. 24,450 di sostanza stupefacente sequestrata.
In quattro casi i corrieri sono stati arrestati a Malpensa mentre in altri due casi il fermo è stato operato dai finanzieri di stanza presso l’aeroporto di Fiumicino, sulla scorta di una segnalazione specifica effettuata dai colleghi di Malpensa, che avevano intercettato preventivamente la spedizione. I corrieri “arruolati” e identificati sono tre italiani (O.G. di anni 57, P.S. di anni 53 e Z.R.E. di anni 55, originario del gallaratese e residente proprio a Gallarate), due domenicani (il trentunenne B.L.A. residente in Svizzera e il trentaseienne H.J.A.) e un venezuelano residente nella Repubblica Dominicana, il trentaduenne P.S.G.M. Il 5 agosto c.m. si è proceduto, a conclusione della lunga attività di indagine, all’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. di Civitavecchia nei confronti di due cittadini dominicani, ritenuti gli esponenti di spicco dell’organizzazione resasi responsabile del traffico internazionale di sostanze stupefacenti, registi delle operazioni che avevano arruolato i diversi corrieri. I due sono stati arrestati a Bassano del Grappa e nel paese di San Martino di Lupari (Padova).
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