Senzatetto in stazione, un rifugio non basta già più
Il rifugio può ospitare 12 persone ma intorno ne gravitano almeno 30. Il comune corre ai ripari, anche in vista della stagione invernale

I 12 letti, allestiti all’interno di un ufficio in disuso della stazione di Busto Arsizio, sono sempre pieni. Ma attorno al rifugio aperto lo scorso inverno di persone ne gravitano molte di più. Sono infatti 30 quelle che si presentano alla sera per ricevere i pasti distribuiti dai volontari, per poi dileguarsi nel buio dello scalo ferroviario abbandonato.
Una situazione che si sta acuendo nel tempo e che presto potrebbe essere fronteggiata con un allargamento degli spazi. «Nei prossimi giorni inizieremo a trattare con le ferrovie per ottenere anche gli altri locali dell’edificio per ricavare nuovi posti letto» spiega l’assessore ai servizi sociali, Mario Cislaghi, che vorrebbe trovare una quadra già entro questo inverno. Un’intesa che non dovrebbe essere difficile da raggiungere dato che «quei locali che chiederemo oggi sono inutilizzati e con il dormitorio sono sostanzialmente inutilizzabili».
Ma se da un lato si punta all’allargamento, dall’altro si mira alla strutturazione dell’offerta. Il mese di agosto, quello che era stato indicato come periodo di chiusura del centro («ma che poi non c’è stata», precisa l’assessore), ha anche portato una bozza di regolamento per il centro: orari, periodi massimi di permanenza, organizzazione tecnica oltre «all’avvio di un programma con gli assistenti sociali del comune».
Sul tavolo, comunque, rimangono ancora i soldi dei Lions, quei 25.000 euro che da anni l’associazione propone per la realizzazione di un vero e proprio rifugio per senzatetto che preveda percorsi di reinserimento e di integrazione. «Riporterò la questione in giunta -chiosa Cislaghi- perché un centro strutturato così costerebbe almeno 30.000 euro all’anno ed è una decisione che io da solo non posso prendere».
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