I soci votano lo spegnimento dell’inceneritore entro il 2017
Il nuovo documento di indirizzo, votato a larga maggioranza, pone una data da non superare per spegnere i forni dell'inceneritore e vincola i comuni soci a conferire i rifiuti fino a quel giorno
Questa volta i comuni soci di Accam non hanno fatto scherzi e la linea decisa pochi giorni fa, con il documento degli 8 sindaci che prevede lo spegnimento dell’inceneritore entro e non il 31 dicembre 2017, è passata con il 78,64% dei voti favorevoli.
Contro questa linea si sono schierati solo i comuni di Parabiago e Pogliano Milanese mentre Legnano si è astenuto, a sorpresa visto che aveva votato a favore del documento programmatico durante l’assemblea del controllo analogo.
I comuni si impegnano, dunque, a firmare nuovi contratti di conferimento dei rifiuti all’inceneritore a partire dal 1 gennaio 2016 e per i prossimi 2 anni. Proprio su questo punto il Comune di Legnano aveva chiesto un contratto ponte di soli 6 mesi adducendo come motivazione «la mancanza al momento attuale di un piano industriale dettagliato per lo scenario che si andava a votare».
La richiesta è stata rigettata dagli altri soci e subito attaccata da Paola Reguzzoni, in rappresentanza di Busto Arsizio, che si è detta contraria ad un trattamento diverso per la città del Carroccio rispetto agli altri soci anche perchè la soglia del contratto (che il cda aveva chiesto decennale, ndr) era stata abbassata a due anni proprio per andare incontro alle richieste di Legnano. Dietro questa strategia, più che il piano finanziario, c’è il problema delle tariffe di conferimento che Legnano considera troppo alte rispetto ad altri impianti di incenerimento.
Il consiglio di amministrazione guidato da Emilio Cremona si impegna, dunque, a presentare un piano industriale entro maggio del 2016. L’assemblea ha anche votato la delibera che punta a raggiungere la soglia del 65% di raccolta differenziata per poter accedere ad uno sconto sulle tariffe di smaltimento.
Nel frattempo proseguirà la creazione di una società unica per la gestione dei rifiuti tra Busto Arsizio, Gallarate e Legnano «che – ha dichiarato Paola Reguzzoni – assorbirà gli esuberi di personale che deriveranno dalla chiusura dell’inceneritore». Per questo i dipendenti di Accam hanno già chiesto di poter incontrare il Consiglio di Amministrazione per poter avere rassicurazioni sui livelli occupazioni post-chiusura dell’impianto di Borsano.
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