Fontana addio, buongiorno Galimberti
Passaggio di consegne e stretta di mano tra i due sindaci, la famiglia del neoeletto in prima fila. "Nella giunta anche persone della società civile"
Il primo giorno, come l’ultimo, è sempre quello delle emozioni, dove tutto sembra nuovo ed elettrizzante o improvvisamente color seppia, antico, come consegnato già nella memoria mentre ancora stai percorrendo certe stanze per l’ultima volta.
Al di là dei discorsi di rito – “farò del mio meglio”, “devi amare questa città per poter fare il sindaco” – è l’atmosfera particolare che circonda questi eventi a fare un po’ la storia: perché oggi, a Palazzo Estense, con l’arrivo di un sindaco dell’alternanza in effetti si sentiva qualcosa di un po’ diverso dal solito.
Vuoi per le facce, che erano quelle delle liste di centrosinistra e non più quelle già conosciute del centrodestra, vuoi perché Attilio Fontana ha salutato con la solita cortesia un Davide Galimberti già perfettamente calato nel ruolo di sindaco.

In mattinata si è tenuta con la proclamazione di legge, poi alle 15 l’avvicendamento, la fascia di sindaco indossata per la prima volta e le interviste.
C’era anche Sky a intervistare Galimberti, che prima ha scambiato il saluto di apertura nella sala dei matrimoni con il sindaco uscente, poi è tornato a sedersi nell’ufficio del sindaco, al primo piano del palazzo, con la finestra che dà sui giardini e la collina del castellazzo sullo sfondo.
Sul mobiletto non c’è più la riproduzione con i soldatini medievali della battaglia di Legnano, che fu regalata a Fontana a San Pietroburgo dai russi, durante una visita del consiglio regionale. L’ex sindaco l’ha donata alla sezione di Varese della Lega Nord.

In quell’ufficio con le tappezzerie severe verdi, sotto il quadro del De Bernardi che raffigura Velate negli anni trenta, Galimberti si è seduto per le foto di rito: “Tra un quarto d’ora cominceremo a ragionare sulla giunta – ha detto Galimberti – ma prima di tutto sulla riorganizzazione dell’ente. Per la giunta penso anche a esponenti della società civile e della varesinità, e al 50% di donne”.
Difficile estorcergli altro. Galimberti è estremamente riservato sulle scelte politiche e non scopre mai le sue carte in anticipo. Nella gente arrivata in comune tanto Pd e molta lista civica, le persone che lo hanno sostenuto fin dall’inizio. In prima fila durante la cerimonia di passaggio di consegne c’era la moglie Pamela e i due figli.
Il più grande dei due bimbi, finito tutto, è andato a sedersi nel tavolino della sala matrimoni, guardato dal papà con benevolenza. Chissà cosa avrà immaginato, forse voleva vedere come si sta nella veste di sindaco, che cosa dovrà affrontare il babbo nei prossimi 5 anni. Di certo, al Galimberti padre, da domani, spetta un compito improbo.
A partire dal ricevimento con i cittadini, che ha deciso di istituire già dal prossimo giovedì e che inizierà alle 8 di mattina e fino alle 19 di sera (il comune non può stare aperto fino alle 20). Il resto l’ha già detto stamattina: “Varese riparte davvero, lavoreremo sodo, la gente già oggi mi ferma ovunque per strada. C’è tanta aspettativa”. Comincia l’era Galimberti.
(video di Marco Giovannelli)
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