Avvocati all’ascolto del minore
Prevenzione e tutela nella convenzione fra Telefono Azzurro e Ordine di Milano

Una telefonata (con l’avvocato) tutela meglio il minore. La prima forma di tutela è il riconoscimento del diritto all’ascolto e alla partecipazione, affermato dalla Convenzione delle Nazioni unite sui diritti dell’infanzia, che per essere attuato in modo appropriato richiede spesso non soltanto sensibilità ma anche competenze giuridiche. Unire la trentennale esperienza all’ascolto di Sos-Il Telefono Azzurro e la competenza degli avvocati milanesi disponibili al “volontariato telefonico” dopo aver partecipato ad una specifica attività di formazione, è l’obiettivo della convenzione fra Telefono Azzurro e l’Ordine degli avvocati di Milano, ora rinnovata dopo una prima esperienza in corso dal 2014.
L’occasione per presentarla, oggi a Milano, è stato il convegno “L’avvocato e il minore” aperto da Ernesto Caffo, ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Univer-sità di Modena e Reggio Emilia, e presidente di Telefono Azzurro: «Nel nostro Paese l’investimento sull’infanzia è ancora molto limitato, mentre le problematiche, un tempo rappresentate dal pur gravissimo fenomeno della violenza familiare, fisica e sessuale, si sono moltiplicate in relazione alle nuove tecnologie, all’uso improprio della rete e ai fenomeni migratori, con migliaia di minori stranieri non accompa-gnati esposti a ogni abuso e spesso scomparsi del tutto».
«Gli avvocati di Milano sono orgogliosi di questa collaborazione, perché considero Telefono Azzurro un fiore all’occhiello nella tutela dei minori, in una realtà italiana che spesso li trascura», ha osservato Remo Danovi, presidente dell’Ordine forense ambrosiano, che nei giorni scorsi ha ricevuto l’Ambrogino 2016 dal Comune di Milano proprio per gli sportelli di ascolto e orientamento per i cittadini, soprattutto le fasce deboli e più esposte, vittime di violenza di genere, cyberbullismo, ludopatia, usura.
«Anche nei fenomeni più ricorrenti e all’apparenza meno gravi, come le crisi e le separazioni familiari, il punto di vista del minore e la sua protezione sono spesso sottovalutati, talvolta anche dagli avvocati», ha aggiunto Danovi, che ha citato una recente ordinanza del tribunale di Milano, «che impone una riflessione e uno spostamento di ottica: gli avvocati di ciascuno dei due genitori non rappresentano soltanto il loro assistito, ma devono soprattutto tutelare, entrambi, i minori coinvolti nella crisi familiare. Hanno perciò il dovere, gli avvocati, di non essere corresponsabili di scelte incomprensibili e inammissibili, e di liti pretestuose fra i partner, che si risolvono a danno dei figli, i quali oltre ad essere vittime sono spesso l’oggetto della lite, sulla quale si scarica la conflittualità degli adulti».
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