Botte e coltello per un “tatuaggio venuto male”

Il cliente violento non era soddisfatto e ha picchiato il professionista. Condannato a 5 anni di carcere

tatuaggio

Il tatuaggio non gli piaceva e così l’ha preso a calci, pugni e gomitate. Poi ha afferrato un coltello, l’ha premuto sulla guancia e sui testicoli del tatuatore e gli ha chiesto di risarcirlo con 600 euro. E’ stata decisamente una brutta avventura per un body painter varesino, ma alla fine l’aggressore è stato arrestato e processato. Oggi, davanti al tribunale, l’uomo è stato condannato a 5 anni di reclusione per tentata estorsione con l’aggravante dell’uso di un arma: un coltello, per la precisione.

DISEGNO POCO SODDISFACENTE

Il fatto è accaduto lo scorso ottobre. A.G., pregiudicato, già detenuto ai domiciliari, decide di farsi un tatuaggio e chiama un artista per eseguire l’opera a domicilio. D’altronde non possono incontrarsi in nessun altro luogo poiché il cliente si trova agli arresti domiciliari con il divieto di ricevere persone in casa. Nonostante gli sia vietato, fa entrare il tatuatore e si fa realizzare il disegno, ma alla fine afferma che il risultato è brutto, che è venuto male, e che non era come lo voleva.

BOTTE DA ORBI

Picchia il tatuatore e lo minaccia col coltello. Gli dice anche di sganciare dei soldi e  che sarà meglio per lui pagare, altrimenti dovrà comunque sborsare del denaro, per le medicine, quando avrà finito di pestarlo. Il body painter chiama degli amici e la madre per farsi portare i soldi, ma in realtà cerca solo di prendere tempo. Un paio di ore dopo il violento abbassa la pretesa: vuole 200 euro, ma comunque non lo farà uscire di casa fino alle 19 e 30 di quel giorno, ovvero quando il tatuatore riesce a scappare e fare denuncia. Secondo la ricostruzione del pm Massimo Politi in realtà il tatuaggio brutto sarebbe stata solo una scusa per estorcere del denaro con l’intimidazione.

Roberto Rotondo
roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 13 Aprile 2017
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