Otto famiglie aiutate a uscire dall’emergenza. “Il lavoro in rete dà risultati”
I numeri del progetto Revolutionary Road a Casorate, una delle comunità che si sono dimostrate più attive nello sviluppo del nuovo welfare di comunità. E che l'1-2 luglio ospiterà l'Aid Festival, la festa estiva per il finanziamento del progetto
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Otto famiglie accompagnate man mano ad uscire dalla situazione d’emergenza. E che anzi, una volta ritrovata una parziale stabilità, hanno anche contribuito al progetto di aiuto e welfare locale. Sono i numeri degli interventi diretti su situazioni critiche attivati a Casorate Sempione dai servizi sociali, nel quadro del progetto Revolutionary Road. «Di questo progetto – spiega l’assessore Fausta Battaglia – ci piace il fatto che le persone che ricevono sono poi incentivate a dare, ad aiutare altre persone in difficoltà. Non più assistenzialismo ma coinvolgimento delle persone, anche nell’apertura verso altri».
Il progetto è partito da un anno esatto e – dopo una fase di messa a punto e costruzione della rete – sta lavorando sui casi concreti, su due binari: l’attivazione di comunità, l’assistenza diretta a chi è in difficoltà, la promozione del lavoro. Complessivamente l’intervento in emergenza ha toccato in questi mesi, nella sola Casorate, otto famiglie, di cui sette con figlio minori. «In un caso abbiamo concesso ad esempio contributo e attivato un tirocinio per la moglie» continua Battaglia, raccontando una delle storie. «Inoltre è emerso un problema di ludopatia, il marito è stato accompagnato da figure specializzate, con azioni che i servizi comunali da soli avrebbero avuto difficoltà a garantire, in poco tempo». Un altro caso esemplificativo è quello di un beneficiario di aiuto che – grazie al sostegno psicologico – è stato avvicinato e accompagnato ad accettare una nuova sistemazione abitativa, in cambio dell’adesione al progetto specifico predisposto.
Il progetto Revolutionary Road vede l’adesione di 18 Comuni dell’area di Gallarate e Somma Lombardo, con il coinvolgimento anche del privato sociale. Nell’arco di un anno – sui 18 Comuni – ha preso complessivamente in carico le condizioni di disagio di 141 famiglie, ha fornito risposte abitative definitive a 32 beneficiari, migliorato le condizioni abitative di 15 nuclei, sono state sostenute nella ricerca del lavoro 67 persone disoccupate (sono stati attivati 8 tirocini e assunti altri 8). È stata potenziata l’occupabilità di 23 soggetti con percorsi di formazione e riqualificazione e tutte le persone in carico sono state accompagnate a nuovi orientamenti professionali con coaching personalizzato. Con percorsi mirati di educazione finanziaria, sono state accompagnate 12 persone nell’imparare a gestire con attenzione e oculatezza le risorse economiche della famiglia (intercettando – aspetto importante – fragilità che non erano note e prevenendo la degenerazione).
Nel caso di Casorate la maggior parte degli interventi è stato attivato a partire dal bisogno abitativo (5 casi su 8). «Per aderire al progetto hanno accettato il percorso formativo e lavorativo proposto». Che passa dall’individuazione delle competenze specifiche da sviluppare, anche rispetto ai settori con più domanda. «Ad esempio alcune persone casoratesi sono state formate con la certificazione HACCP e hanno potuto così essere inserite in tirocini nella ristorazione e nel catering». Battaglia non nasconde anche le difficoltà nella ricerca di soluzioni lavorative stabili («la situazione del lavoro è quella che è») ma promuove il metodo di lavoro basato anche sulla collaborazione con aziende, un modello pressoché inedito sul territorio (è uno degli aspetti che più ha valorizzato Fondazione Cariplo).
Oltre ai numerosi interventi puntuali, sono state realizzate anche azioni di sistema: è stato definito nel territorio dei 18 comuni un linguaggio comune, ovvero condivise modalità di profilatura.
Sottoscritti gli accordi territoriali per i canoni calmierati, attivato il fondo di garanzia a tutela dei proprietari, promosse iniziative per diffondere il contenuto valoriale del lavoro mettendo a confronto giovani e imprenditori, avviati 5 percorsi di accompagnamento all’imprenditorialità con la collaborazione del centro B-SMART coach per le start-up. Ad oggi 165 volontari hanno concorso alla buona riuscita del progetto e 1.500 soggetti si sono fatti coinvolgere a diverso titolo e in modalità differenti da Revolutionary Road.
Nell’arco di un anno, poi, sono stati organizzati eventi e iniziative per la promozione nel territorio del progetto e la raccolta di fondi (contributi per 18.450 euro e donazioni di beni e servizi per 16mila euro), un aspetto importante per garantire una continuità al progetto, che per i prossimi due anni gode del contributo di Fondazione Cariplo, ma che si basa anche su investimenti degli enti e del privato sociale coinvolto (ma anche di aziende che si mettono a disposizione per tirocini e formazione. E da questo punto di vista Casorate è stata una delle comunità che più si è attivata: «L’anno scorso abbiamo attivato qui il Casorate Aid Festival, che verrà riproposto anche quest’anno» continua l’assessore Battaglia. «La partecipazione delle persone, tra cui tanti giovani, è stata grande».
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