Troppo rumore, Cassano contesta ancora il festival all’aperto
Dopo un fine settimana di tregua, si riaccendono le proteste per i livelli e gli orari delle emissioni: "Musica ad altissimo volume fino alle due di notte". Il sindaco: "Faremo monitoraggio preciso". Il Comitato: "Deve intervenire Arpa"
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Giorni (o meglio notti) ancora agitati a Cassano Magnago per il rumore notturno generato dal festival estivo che si svolge appena oltre il confine comunale, a Sciarè di Gallarate.
Il weekend 30 giugno-2 luglio aveva fatto sperare in un accordo raggiunto tra il festival e i residenti di Cassano: il giudizio complessivo era positivo. A distanza di una settimana però il clima è ben diverso. Il Comitato denuncia livelli del rumore molto alti, il sindaco concorda sul disagio eccessivo, ci si interroga su come proseguire.
Prima del weekend la convivenza tra festival e Cassano sembrava ancora improntata a un equilibrio positivo. «Mercoledì e giovedì il volume si sentiva solo ai piani alti, era stato abbassato» riconosce Maurizio Toniato, uno dei cittadini cassanesi attivi nel Comitato. «Ma venerdì si è invece passata ogni soglia, la musica è andata avanti fino alle due di notte. E si sentiva anche in zone molto lontane, come il confine con Boladello e la zona di Sant’Anna» (dal lato opposto di Cassano, verso Nord, a oltre un chilometro in linea d’aria). Toniato ribadisce che il problema riguarda due aspetti, «il livello di pressione acustica, ma anche il limite orario».
«Non è andato assolutamente bene, non siamo contenti» dice il sindaco Nicola Poliseno. «Venerdì il limite non era proprio accettabile, non si parlava di singole case o di un fastidio limitato». E quindi, come ci si muove? Qui le visioni divergono un poco: il sindaco – pur evidentemente “scottato” dai problemi subito riemersi – spera in un accordo, concede una sorta di ultimo appello. Parla di una «volontà soluzione condivisa con gli organizzatori», ma mette in chiaro che è accettabile «a condizione che quel che si decide insieme si faccia, non un weekend sì e uno no». Polesine dà ancora tempo: «Con il tecnico del Festival abbiamo concordato un preciso monitoraggio, direttamente nelle case di alcuni cassanesi. Mi auguro che questo sia il weekend in cui le nostre richieste vengono accolte. La nostra richiesta è comunque di porre immediatamente rimedio al disagio».
Il Comitato invece vorrebbe che si passasse subito al monitoraggio da parte di Arpa, l’unico che garantisce misurazioni certificate e che può svolgerle senza preavviso. Sul fronte politico il Pd cassanese si è mosso con un esposto, ma anche l’amministrazione – al di là dell'”ultimo appello” – valuta azioni incisive, se non si rientrasse nei limiti. Questa sera, lunedì 10 luglio, il comitato si riunisce per valutare le mosse da compiere.
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