Il Pd rinvia i congressi, ma è già totocandidati
Pd e dintorni, ecco che cosa sta accadendo nel più grande partito del centrosinistra, a Varese, e in Lombardia

Giorgio Gori si candida alla guida della Regione Lombardia, e il Pd regionale sta scommettendo su un percorso che eviti le primarie, per incoronare direttamente il sindaco di Bergamo come Anti-Maroni il 30 settembre, durante l’assemblea della coalizione di centrosinistra.
(foto, il segretario provinciale Samuele Astuti, Giorgio Gori e il segretario regionale Alessandro Alfieri)
L’obiettivo è duplice, da un lato superare le resistenze di Mdp che non vuole rinunciare alle primarie, e dall’altro la ricerca di un’area che possa aggregare una lista civica a sinistra del Pd, ricomponendo su base regionale, saltando le solite schermaglie sul caratteraccio di Renzi, l’area che fa capo a Pierluigi Bersani e Giuliano Pisapia.
Il sogno di competere sul serio in Lombardia sembra per la prima volta e dopo tanti anni possibile, un po’ per la popolarità di Gori, ma anche per la sua caratura manageriale che pare in sintonia con le aspettative della società lombarda. La scelta di dire sì al referendum sulla autonomia voluto da Maroni il 22 ottobre appare, in questa ottica, una decisione nata per disinnescare l’effetto traino da campagna elettorale che la vittoria nel referendum consultivo avrebbe potrebbe dare a Maroni.
Il segretario regionale Alessandro Alfieri ha però anche proposto al suo partito, che l’ha accettata, una scelta che avrà forti ripercussioni politiche sulle dinamiche interne: cioè il rinvio di tutti i congressi provinciali. Una scelta che mette in sordina, per ora, la contesa di potere che da un anno agita, ad esempio, il Pd della provincia di Varese e che vede il sindaco del capoluogo, Davide Galimberti, agire spesso da libero battitore, svincolato dalle consegne della segretaria provinciale guidata da Samuele Astuti, a sua volta braccio destro del segretario regionale Alessandro Alfieri.
Ora la partita interna si sposta sulle candidature del Pd alle prossime elezioni regionali e alle politiche. Il partito dovrà tenere conto di molte sensibilità ma intanto è chiaro che si arriverà alla duplice compagna elettorale sotto la segreteria di Astuti, sindaco di Malnate, a cui Galimberti ha fatto una guerra strisciante nei mesi scorsi prendendo decisioni in ambiti istituzionali che in contrasto con la linea del partito.
Galimberti ha in realtà un asse renziano che lo porta diretto a Roma, dove il ticket con la deputata Maria Chiara Gadda lo ha proiettato nell’area renziana di governo. Ma il sindaco di Varese ha molti rapporti personali con aree centriste, come testimonia la sua lista civica a Varese, e ha trama di rapporti interessante. Forse avrebbe preferito il congresso provinciale subito, ma tant’è.
IL TOTONOMI
Il Pd varesino si ritrova sul piatto alcune opzioni su cui costruire le sue prossime candidature. Un prima visione, non molto probabile, riguarda la possibilità di confermare in blocco l’attuale pattuglia di parlamentari, oppure puntare su une deciso rinnovamento, o ancora andare a proporre una grande infornata di sindaci e amministratori del territorio cercando di valorizzare le esperienze di governo locale del Pd. Sia Astuti che Galimberti peraltro sono amministratori e sindaci del territorio.
Sullo sfondo si stagliano figure vecchiE e nuove diventate importanti. Alfieri, Astuti, il capogruppo in consiglio provinciale Bertocchi e il gruppo di amministratori a loro vicini sono certamente un gruppo coeso, ma la nuova leadership di Galimberti in asse con la giovane parlamentare Maria Chiara Gadda ha assunto un peso importante.
Tra i due gruppi renziani, c’è Daniele Marantelli che appare sempre più legato al ministro Andrea Orlando e non è escluso che possa valere per lui una deroga ai due mandati visto il ruolo di tesoriere del gruppo parlamentare. Mentre il gruppo di militanti legati al vecchio leader varesino rimane guidato dal consigliere di Varese Fabrizio Mirabelli, alter ego politico in consiglio comunale al sindaco Davide Galimberti. A loro si è avvicinata Luisa Oprandi, donna e militante storica.
LE DONNE
A proposito di donne. Il Pd tuttavia dovrà tenere conto della parità di genere e dunque saranno le donne ad essere protagoniste al prossimo passaggio. Dunque, tra sindache, ex sindache, ex vicesindache e consigliere provinciali la strada verso Milano – e soprattutto verso Roma – appare, mai come oggi, tinta di rosa e aperta a tante militanti di belle speranze.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su La Lombardia non ha più la miglior sanità in Italia. "Giudizi inaccettabili" commenta il presidente Fontana
Baffetta su Anziano picchiato a Varese al trenino dei Giardini, “questa vicenda dice più di tutti noi che degli aggressori"
gokusayan123 su Anziano picchiato a Varese al trenino dei Giardini, “questa vicenda dice più di tutti noi che degli aggressori"
axelzzz85 su "La tassa della salute per i vecchi frontalieri potrebbe essere legale"
massimiliano_buzzi su Schianto di domenica notte a largo Flaiano: alla guida del Suv a Varese c’era un quindicenne
Felice su Schianto di domenica notte a largo Flaiano: alla guida del Suv a Varese c’era un quindicenne
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.