Europa, Russia e Brasile premiano i costruttori italiani di macchine per la plastica
L'export del settore ha fatto segnare un + 14,6% contro il +9,1% dell'import. Il saldo attivo migliora per 1,1 miliardi di euro, con un incremento di diciassette punti rispetto al gennaio-giugno 2016

I primi sei mesi dell’anno per i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma sono andati molto bene. Secondo i dati elaborati dal Centro studi di Amaplast, associazione nazionale di categoria aderente a Confindustria che raggruppa oltre 160 produttori, l’export ha fatto segnare un + 14,6% contro il +9,1% dell’import. Il saldo attivo migliora dunque per 1,1 miliardi di euro, con un incremento di diciassette punti rispetto al gennaio-giugno 2016.
Il dato positivo delle esportazioni italiane riguarda quasi tutte tipologie di macchine, eccezion fatta per gli impianti per mono/multifilamenti, macchine per soffiaggio e per materiali espansi per soffiaggio. Per tutte le altre tipologie di macchinari si è registrato un deciso miglioramento della domanda dall’estero, che risulta particolarmente significativo per le linee di estrusione (+17% rispetto a un anno fa), le stampatrici flessografiche (+23%), le termoformatrici (+37%) e gli stampi (+18%), solo per citare alcune tra le principali voci doganali.
BENE EUROPA, RUSSIA E BRASILE
Il Vecchio Continente rimane lo sbocco principale. Le vendite nell’Unione sono aumentate di oltre venti punti rispetto ai primi sei mesi del 2016. Vale la pena sottolineare la buona performance della Russia, dove le vendite sono passate da circa 21 a quasi 50 milioni.
Bene anche il mercato americano che ha assorbito un quinto dell’export italiano di settore, con una progressione nell’ordine dei dieci punti, imputabile soprattutto alla crescita del mercati latini, con il Brasile in primo piano (+73%). Al contrario, l’aggregazione NAFTA ha registrato un aumento più modesto, in funzione del rallentamento delle vendite verso il Messico, che in misura maggiore aveva contribuito nei mesi scorsi a sostenere il flusso di forniture nella zona. «La ripresa delle forniture a importanti mercati storici quali la Russia e il Brasile – sottolinea il presidente Amaplast Alessandro Grassi (foto) – che tanto hanno stentato nel recente passato per le rispettive ben note problematiche economiche e politiche, costituisce un significativo elemento di fiducia per le aziende del nostro settore».
Piuttosto stagnanti invece le cessioni verso l’Asia, condizionate dalla flessione di quelle al Medio Oriente, per un rallentamento delle forniture ai trasformatori sauditi e iraniani. Non particolarmente brillanti neppure le vendite verso il Far East, trascinate verso il basso dal -12% della Cina, certamente non controbilanciate dal +1% dell’India (solo per nominare i due principali mercati di destinazione dell’area).
Passando a valori aggregati più contenuti, si rileva il trend positivo dell’Africa: sia per i paesi affacciati sul Mediterraneo sia per quelli della fascia sub-sahariana l’incremento è stato nel complesso vicino ai venti punti.
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